10/04/2013

Dominata e arresa




È trascorso appena un anno dalla prima volta che mi hai presa eppure le sensazioni che ho provato quella sera di inizi settembre non potrò mai dimenticarle.

Solo un pensiero è passato per la mia testa in quelle ore:
“tutto, tutto quello che vuoi”.

Mi hai dominata e io mi sono arresa a te.




Ho dormito 3 ore e fatto un viaggio lunghissimo per vederti, ma l’eccitazione e la paura mi tendono come un violino.

Non è la paura di incontrarti come Padrone, ma come uomo.

La differenza tra noi e tante altre coppie bdsm è che noi ci siamo innamorati prima che io diventassi la tua schiava.

Ci siamo innamorati mediaticamente. Delle nostre parole sui commenti e sulle e-mail, della nostra voce e dell’espressioni sui nostri visi su skype.

Ma io non ho mai sentito il tuo odore.

La mia paura è quella di averti idealizzato, dell’ingenua e ingannevole infatuazione da web.
Devo vederti, devo odorarti  e devo toccarti per capire davvero.


Ti aspetto davanti al portone e vedo la tua macchina arrivare.

Dentro ci sei tu. Mi ricordo i tuoi occhi quasi impauriti. Sgranati...

Ti fermi e ti busso sul finestrino accogliendoti con un gran sorriso.
Poi entro in macchina e andiamo via.

Tu sei così così nervoso che le prime cose che mi dici sono sulla tua macchina... “è un disastro, scusa, ma la devo cambiare...”

Ti faccio fermare sul ciglio della strada...hai uno sguardo quasi disperato.

Io ti salto addosso e ti bacio dipingendo le tue labbra e il tuo viso con il mio rossetto.

Sei ancora più sbalordito, ma non ti fai indietro e mi metti una mano sul culo e poi subito sotto il tubino nero attillato che ho indossato per te. Un’espressione porcina e soddisfatta si bea del fatto che non porto assolutamente nulla sotto. Solo quel tubino cortissimo e un paio di sandali.
Ti rilassi...si il mio approccio è stato irruento come me, ma ora sei più tranquillo e mi dici “beh...direi che ci piacciamo”.
Io affondo ancora il viso sul tuo collo respirando il tuo odore, incollando il mio corpo al tuo per sentire il tuo calore...”si, ci piacciamo” penso...e mi tranquillizzo anch’io.

Mi chiedi com’è andato il viaggio e intanto mi infili il dito medio nella fica. Ti sorprendi di quanto io sia bagnata...un vero lago di piacere.

Ripartiamo alla ricerca di un ristorante e chiacchieriamo un pò.
“sai” sussurri... “ero così nervoso che mi sono dimenticato la borsa a casa...non ho nemmeno lo spazzolino e le mutande..”

Mi metto a ridere e ti rassicuro “per lo spazzolino non c’è problema, userai il mio (non saprai mai che è una cosa che mi disgusta dividere il mio spazzolino, anche con il compagno di una vita mi darebbe fastidio)...per le mutande posso offrirti solo un brasiliano di pizzo tg. 2...”

Arriviamo al ristorante, praticamente vuoto perchè in paese c’è una della tante sagre, situazione perfetta per noi che abbiamo bisogno di intimità.

Per tutta la cena ti scruto diffidente e sospettosa,  studio ogni tuo movimento, ogni tuo sguardo analizzando le tue scelte sul menù, il tuo modo di porti col cameriere, come mangi, come mi sorridi, come prendi il bicchiere dell’acqua e come giri il cucchiaino nella tazzina da caffè.

Mentre ti scansiono ti sorrido rilassata cercando di risparmiarti la mia cervellotica analisi.
Devo capire se ho preso un abbaglio. La prova fisica è superata, ma il test è ancora in corso.

Mi fai ridere, questo lo hai sempre fatto bene, e inizio a sciogliermi un pò pure io.

Sono troppo rigida...ci vorrebbe un pò di alcol, quando ti propongo una bottiglia di vino mi rispondi che non si concilia con la seconda parte della serata...io non posso di sicuro, mentre tu non dovresti perchè l’alcol attenuerebbe la tua sensibilità al dolore, potresti non accorgerti se esagero.

 Ti guardo supplichevole facendoti notare che con tutto quel cibo un bicchiere di vino non lo rivelerebbe nemmeno l’etilometro dela polizia.

Mi concedi il vizio, facendoci un grosso favore, quel liquido speciale avrà un effetto calmante sulla mia ossessiva tendenza a studiarti.

Finalmente inizierò a godermi la tua presenza e la serata.
Inaspettatamente il gestore ci offre un digestivo che tu non riesci a rifiutare, così io mi berrò il mio e anche il tuo. Tu non lo sai che sono brilla perchè io non te lo mostro, sono una brava alcolista, e mantenendo un portamento impeccabile nononstante i miei sandali con una zeppa da 13 centimetri mi dirigo altera nel bagno.

Ora sono protetta dai muri del cesso...
“si, ora ci siamo...”, penso... “adesso sono più tranquilla e comincio davvero a lasciarmi andare. Lui è davvero carino, non mi sono sbagliata. Adesso voglio solo che mi prenda. Adesso mi merita e si merita il mio abbandono”.

Esco dal bagno con il mio sorrisetto radioso e perverso. Non vedo l’ora di inizare a giocare.

Usciamo dal ristorante e il gioco inizia appena il tempo di rientrare in macchina.
“Puttanella...adesso ho un paio di ordini per te”

Mi apri le gambe e mi dai subito uno schiaffo sulla fica giusto perchè io non fraintenda.
E insieme alle gambe io apro la mia testa e i miei sensi.
“Tieni il satellitare, tienilo in questa posizione e non muoverti se no non lo vedo bene”

Obbedisco...mi piace troppo il modo risoluto con cui me lo ha detto. Con il braccio sinistro proteso verso di lui cerco di mantenermi in costante equilibrio tra le curve...non è affatto facile e il braccio dopo un pò inizia ad essere indolenzito. Accidenti...non ce la faccio più, mi viene da abbassarlo...
“che cazzo fai? Stronza??? Ti ho detto di stare ferma, non sai nemmeno tenere un navigatore!!!”
Altro schiaffo sulla fica...accidenti che male...altri due...noooo...
“basta così e tienilo ben fermo adesso”...io non rispondo nulla..”beh? non mi rispondi nemmeno??? Ma come ti permetti???.

Ti fermi mi prendi le guance con una mano e fissandomi feroce sugli occhi mi dici “Tu devi sempre rispondere al tuo Padrone?? Hai capito puttana? Tu non vali niente!”
Sussurro ...”Si Padrone”...

Sono finite le chiacchere e gli scherzi e io inizio a capire qual’è il mio posto. Prima ero divertita...adesso una strana forma di soggezione mi invade e non ho proprio più voglia di ridere...
Sono seria, riprendo in mano il navigatore e obbediente lo tengo come vuole lui. Ad un incrocio quell’aggeggio infernale inizia a sbarellare e non si capisce più dove dobbiamo andare.

Tu mi ordini di trovare la strada giusta “Io credo sia questa Padrone”, ma quella macchinetta idiota inizia a sparare la sua freccia in ogni dove...
“Non è questa la strada troietta, ti sei sbagliata. Adesso ti punisco davvero”
...bastardo navigatore, penso...che cosa mi farà adesso?...

Fermi la macchina e mi ordini di aprire le gambe...altri di quegli odiosi schiaffetti sulla fica, penso....noooo, altro che schiaffetti... lo vedo abbassarsi su di me e prima che mi renda conto sento un dolore lancinante sulle grandi labbra...un morso così non lo saprebbe dare nemmeno il mio cane...

Io urlo e trattengo il respiro

Alzi la testa guardandomi schifato e mi dici “andiamo adesso”.
Io sono inebetita...non me lo aspettavo proprio...

I 5 minuti successivi litighiamo con navigatore e rotonda...alla fine avevo ragione io, avevo imboccato la strada giusta. Quando te ne rendi conto torni dolce e tenero come sempre, una metamorfosi, “...scusa...ti ho punita per niente...” Ci ridiamo sopra e scherziamo un pò, una pausa dai nostri ruoli, un respiro di aria fresca.
Ancora in macchina persi nelle campagne decidi di masturbarmi e io lo lascio fare beata...nemmeno il tempo di rilassarmi che tu come il Dr. Jekill ti ritrasformi diventando Mr. Hide...
“Puttanella  adesso farai una cosa per me”....rabbrividisco...
“Mi scappa da morire la pipì da quando siamo al ristorante , ma ho deciso di conservarla per te, anche se non te la meriti”.

Deglutisco...

Esci dall’auto e apri il mio sportello, mi prendi la mano “Alzati, vieni qui”
Tiri fuori il cazzo dai pantaloni  e lo punti sulla mia coscia. Sento la tua urina calda avvolgere tutta la mia gamba, la caviglia e il piede.

Mentre guardo attonita la mia gamba alzo gli occhi su di te e ti vedo godere...non penso di aver mai visto un’espressione di perverso godimento come la tua in quel momento...
E succede una cosa molto strana...la tua eccitazione mi fa impazzire. Mi rendo conto che vederti gemere mi fa più piacere di qualunque altra cosa e penso che voglio farti godere, voglio che tu mi possieda, voglio essere io il tuo godimento.

Penso...voglio darti tutto, tutto quello che vuoi.

Rientriamo in macchina e nella mia giostra emozionale osservo le goccioline di urina che si asciugano sulla mia gamba...dovevo avere un’espressione davvero incredibile perchè te la ricordi ancora.
Arriviamo al B&B e soli nella stanza ricominciamo.

Mi butti sul letto e ancora vestita e con le scarpe inizi a masturbarmi.

Non lo fai con tanta delicatezza...ci vai proprio pesante. Mi infili prima due dita, poi tre e infine quattro spingendole dentro con forza...godo perchè mi piace, ma devo dire che fa anche male...non riesco a farti smettere, la sensazione che mi pervade dentro è che tu voglia entrare dentro di me...che mi prenda così senza troppa cura, mezza misura, vuoi farmi godere ma prima di tutto vuoi stabilire il tuo dominio su di me per farlo devi prendermi e basta...accidenti questo tuo modo di avermi mi piace da morire, penso solo che voglio che continui, che mi pieghi, che prendi a suo piacimento ogni pezzo di me...fa male ma non ti fermo, non ci riesco, non posso...quando il giorno dopo ti renderai conto che perdo sangue ci rimarrai male...”perchè non hai usato la safeword?”... “temo di non riuscirci...credo che con me sarà difficile...credo dovrai capire da solo quando mi fai troppo male”...

Mi lasci esausta sul letto...mi riprendo e mi spoglio.

Mi ordini di prenderti cura di te. Di farti godere.

Io sono felice di questo immeritato compito. Dell’opportunità che mi offri di darti piacere.

Mi abbasso sul tuo inguine cercando di fare attenzione.

Una fastidiosa e inopportuna infiammazione ha reso temporaneamente sofferente il tuo gioiello. So già con rammarico che non mi scoperai e questo ti rende forse più infelice di quanto lo sia io.
Si erge di fronte a me in una dolorosa erezione. Ti fa così male che non puoi nemmeno masturbarti. Cerco di prendermi cura di lui delicatamente. La punta della mia lingua assaggia piano la cappella, non posso succhiartelo copiosamente come vorrei e non posso leccartelo con tutta la mia lingua perchè ho paura di farti male con il mio piercing. Movimenti circolari e leggeri lo baciano tutto, poi affondo la mia bocca e la mia voglia sulle tue palle. Mi struscio su di loro con tutto il viso assaporando il tuo odore. Ti lecco l’insenatura tra l’inguine e la coscia poi inizio a mangiarti piano la coscia, il polpaccio e infine adoro i tuoi piedi. Piccoli teneri baci sulle dita del mio Padrone, sui suoi meravigliosi piedi. Succhio piano le tue dita e lecco il dorso come se fosse un gelato, mi gusto il malleolo e il tallone.

Prendo l’altro piede e ripeto il mio cerimoniale di saliva, seduco il tuo polpaccio, violento il tuo ginocchio, mi affondo sulla tua coscia fino ad arrivare al perineo.

Alzi le gambe e mi ordini di leccarti il culo.

Non è così facile all’inizio...c’è una forma di resistenza, quasi di pudore...

Così lecco piano intorno all’ano...mi rilasso e ti sento gemere.

Il tuo piacere mi trasforma, abbatte ogni resistenza, ogni barriera...voglio solo farti godere e avidamente inizio a succhiarti e a invaderti dentro con la punta della lingua.

Oddio Padrone quanto mi piace farti godere. Godi ancora Padrone, voglio sentire la tua voce soffocata, voglio crogiolarmi nel tuo piacere.

Quando mi ordini di fermarmi sei stravolto e io assolutamente soddisfatta di averti dato tanta soddisfazione.
Ci rilassiamo e chiacchieriamo un poco.

Poi io inizio a punzecchiarti...ho voglia...e so come accenderti.

Mi fai mettere a quattro zampe e  finalmente ho l’onore di sentire i tuoi colpi sulle natiche.

Mi sculacci come una scolaretta indisponente.

Mi fai male, tanto che ad un certo punto vorrei dirti di fermarmi. Tu lo capisci subito e mi dai tregua...per un pò.

Intanto ti alzi e giri nervoso per la camera alla ricerca di qualcosa per percuotermi. Avendo lasciato la borsa a casa non hai nulla all’infuori delle tue mani.

Mi chiedi se ho una spazzola, ma io ho solo un pettine. Non va bene ma ci provi lo stesso colpendo la pianta dei miei piedi. Fa male accidenti...mi dai un paio di colpetti giusto per capire se lo strumento è adatto...ma no, purtroppo non va bene.

Hai solo le tue mani Padrone per domarmi. Solo quelle.

Le userai, le userai tanto . Fino quasi a farti male.

Le userai anche dopo che mi sono addormentata per svegliarmi al posto del caffè.

Ancora assopita inizierai a masturbarmi e subito dopo mi farai girare a pancia sotto facendomi assaggiare la mano del Padrone di prima mattina.

Dopo colazione facciamo quella vera. Mattinata tranquilla in piscina e poi passeggiata.
Siamo solo io e te. Il Padrone e la schiava sono da parte, ci concentriamo su di noi.

Mi riaccompagni...è arrivata l’ora di salutarci. Io non ci riesco e ti tengo stretto in un lungo abbraccio.
Già mi manchi e non so quando ci rivedremo...una vita incasinata come la mia ora impedisce qualunque previsione.

Ti abbraccio ancora. E ti annuso...voglio portarmi a casa il tuo odore.

Ti lascio appoggiato sulla macchina e vado via senza voltarmi.

Ho le lacrime agli occhi...accidenti.

11 commenti:

  1. E' un post di una slave innamorata, non capita di leggerne spesso. L'impressione che danno questi racconti spesso è appunto di incontro in cui c'è solo ossessione e desiderio, ma niente più. Forse perché davvero le persone che praticano BDSM fanno fatica a trovare la persona giusta che condivida anche i loro interessi. Siete fortunati. ^_^
    Comunque si nota davvero una voce diversa tra i tuoi vari post, Stregatta. Tra l'ultimo e questo sembra che tu non sia la stessa persona.
    Bisou

    RispondiElimina
  2. Cara Rosalie

    sono mooolto più che fortunata ;-) io amo il mio Padrone in tutti i sensi e modi possibili <3

    in realtà il post l'ho scritto qualche settimana prima dell'altro e si capisce bene che mi trovavo in modalità on :-)
    Recentemente ho sentito una definizione della mia condizione molto vera: "l'umore è come uno sfondo, non è in primo piano ma ha la capacità di condizionare notevolmente le percezioni che si hanno di se stessi, degli altri e persino degli oggetti e di conseguenza anche i comportamenti e i modi di pensare"
    Io poi sono davvero molto ambivalente di natura e i miei modi di essere si manifestano soprattutto attraverso l'umore quindi passo facilmente da un estremo all'altro

    stare con me è la dimostrazione che Cavalier Amaranto non è dotato solo di grande sensibilità, ma anche forte comprensione e pazienza ^_*

    sorrisi lunari))))

    SdB

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caspita Stregatta, questo post trasmette così tante emozioni che mi "costringe" a leggerlo più volte per poter apprezzare ciascuna al massimo :)
      E' un post pieno di luce... molto bello.
      Abbraccio!

      Elimina
    2. Gatta Bianca grazie! quanto sei cara!
      Sono contenta di essere riuscita a trasmettere la mia macedonia emozionale!

      bacilunari))))))

      SdB

      Elimina
  3. Leggendo il tuo post mi sono venute le cosiddette "farfalle" allo stomaco... bello ed emozionante!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hortensia cosa posso dire?
      mi si sono arrossate le gote ;-)

      Grazieeeeeeeeeeeeeee <3

      sorrisilunari))))

      SdB

      Elimina
  4. Ci sto mettendo più del previsto a rispondere a questo post, con il senno di poi, non mi sarei mai aspettato che quell'incontro avrebbe portato tutta quella passione, quel dolore, quell' amore. Una parte di me ha ancora paura di perderti, vede nuove minacce, vere o presunte, non importa, una parte di me è pronta a lasciarti andare, se lo vorrai.

    Sono felice di averti conosciuta, nel bene e nel male, porterò sempre con me l'immagine di te in piedi, nuda, di spalle, di fronte al letto di prima mattina, ed io che ti guardo ammirato dalla tua bellezza.

    Vorrei percorrere ancora tanta, tanta strada con te. Misha.

    RispondiElimina
  5. Anch'io anima mia
    ...non uscirai mai più da dentro di me, sei in ogni mio respiro soffocato...

    Brujita

    RispondiElimina
  6. bellissimo post... siete davvero fortunat@ ad esservi incontrati. Nel leggere il post mi sono commossa ed eccitata contemporaneamente e non capita spesso =) grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! grazie! grazie!

      sono onoratissima :)))

      ne approfitto anche per ringraziarti di aver ospitato nel tuo blog (molto carino) le mie divagazioni safficorgasmiche :-D
      davvero una lieta sorpresa!

      baci lunari)))))

      SdB

      Elimina
  7. Cara Vaviriot, non sai quanto sarà felice Stregatta di leggerlo, è il più bel complimento che puoi farci.

    RispondiElimina

Siete pregati di non scadere mai nel turpiloquio, andare contro le leggi vigenti in Italia e usare questa mail per eventuali contatti: silvestrogatto@live.com

Nella versione WEB sono presenti altre possibilità di contattarmi.
Ricordate che state sempre parlando con esseri umani, anche se dietro la tastiera.