4/15/2011

In cerca

pioggia
Non ricordo chi lo ha scritto, forse Kundera, forse Høeg, non che abbia molta importanza, però infastidisce lasciar scorrere certi particolari, ma ci sono libri che vanno letti soltanto la notte, che hanno significato diverso solo la notte.

Forse perché allora la mente funziona diversamente, forse perché il primo segno del passaggio all’età adulta è la nostra prima uscita notturna senza i nostri genitori, ho perché vediamo le cose diversamente, cambiano i colori e si cerca la luce nell’ombra, non il contrario.

Non sono abbastanza ubriaco, fumato, da considerarmi al pari di certi grandi scrittori, al massimo adesso mi accendo un toscano, nel mio piccolo però, vi chiedo se doveste capitare qui prima di fare cena, di lasciar perdere, di rinviare la lettura, di mettere poi un buon sottofondo e partire con me.
Cosa è veramente quello che cerco di rappresentare?
Da quando ho aperto il blog che ci penso, come faccio a far comprendere la complessità del variegato?
Ed ecco una mia lunga metafora…
Notte, pioggia, una di quelle strade trafficate anche a tarda ora, e voi siete i tassisti.
I film, alcuni libri, hanno sempre dato l’idea di un lavoro comunque eccitante, dove può accadere d’incontrare il personaggio intrigante, riflessioni filosofiche e spaccati di vita.
Tutto  falso, è solo un lavoro, spesso salgono e neppure ti salutano, e tu servi solo per portarli dal punto A al punto B, vedi di tutto.

La signora in età con il cagnolino e la pelliccetta immancabile alla povera bestia, ed ogni volta pensi sempre la stessa cosa, ma che cazzo ti ha fatto quel povero cane per conciarlo come un coglione?

L’uomo che non ricorda la strada e non ha le idee precise di dove vuole andare, però pretende che lo porti, si affida a te, sei tu che guidi, è confuso ma vuole fare in fretta, gli uomini cercano sempre di arrivare al punto.

Ragazze giovani, magari in coppia, che vogliono trascorrere una serata divertendosi, non importa quanto costa la corsa, hanno voglia di vivere, di farsi vedere al mondo, per questo forse con gli anni la loro età resta sempre la stessa e sono i vestiti che si accorciano, le borsette che brillano, sempre di più.

Vedi pance, calze, fronti sudate, fiati corti, occhiali spessi, mani macchiate d’inchiostro o curatissime, bocche che sanno di sigaretta, ma tutti immancabilmente scendendo dal mezzo si aggiustano i capelli.

Capisci che nel tuo taxi ci salgono solo persone per la maggior parte ordinarie, alcune addirittura con un dubbio gusto sull’ igiene personale,  si riempiono con litri di acqua di colonia comprata nel grande magazzino che puzzano più di alcool che di altro per coprire il loro odore pungente.
Ti chiedi, ma gli altri tassisti fanno le mie stesse esperienze?
Per tutti è così?
In fondo ogni  auto è un mondo, sbirci gli altri, ma se non diventi cliente e sali sotto sotto non lo saprai mai.

Ti fermi e parli, perché qualche volta te lo aspetteresti un cliente come si deve, come quello che immaginavi, ti accorgi che sono rarissimi e come per le file in autostrada le fortune capitano solo ad altri.

Cosa puoi aspettarti però?
Che qualche bella fatalona in abito lungo e strass finita la corsa ti inviti a prendere un caffè a casa sua?
Che sorseggiandolo non solo ti giuri amore eterno ma ti lasci una lauta mancia?

Poi quelli che fanno quello che faccio io spesso favoleggiano, tendono ad ingigantire, se dovessi andarci a pesca scommetto che prima o poi scambierebbero una triglia con il mostro di Loch Ness.
Allora quando ti vengono certi pensieri scuoti la testa, accendi e fumi, e solo dopo la corsa riparte.

Non posso essere duro con i miei colleghi, sono i clienti che ti costringono a mentire a volte, soprattutto se hanno preso pochi mezzi o nessuno, pretendono le parole giuste, devi conoscere ogni svincolo, che TuttoCittà sia la tua bibbia e che soprattutto si faccia il tragitto corto e che costi poco.

Invece vacca boia è buio e piove sempre, le strade che prenderemo a volte sono male illuminate, e gratti pure per inserire una marcia, allora fingi, perché non vuoi deluderli e deluderti, poi si sa, ogni tassista si crede il migliore del mondo, mica puoi fare certe figure; se sei fortunato alla fine fai come me, non ti importa più di apparire, sono Tango12 e se prendo la via nel momento sbagliato puoi anche scendere che la corsa non la paghi.

Solo che nel nostro caso, non si paga con il denaro, quello è tutto altro tipo di taxi, quello che cedi è il tuo corpo, e anche quando pensi che sia solo quello, ed è già tanto, ti si strappa un pezzo di anima, perché per quanto si possa essere disinibiti devo ancora trovarla una persona che si lascia trattare come una serva, a quattro zampe, incontro dopo incontro, mentre si lascia frustare ed alzarsi come se non fosse successo niente; mi cedi la tua anima e non lo sai, mi cedi il tuo orgoglio e non te ne rendo conto.

Per la cronaca,  il mio cliente speciale l’ho trovato, però è sceso e le cose non sono andate meglio, adesso li guardo tutti nello specchietto retrovisore e spero che salga ancora, almeno qualcuno di simile.
“…dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.”
Fabrizio De Andrè 
Tutto questo è bdsm.

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