5/25/2012

Il Legame



Ho comprato questo libro dopo aver letto una recensione, ricordando sempre il principio che se vi si trovano simultaneamente parole come icona, culto, ed osannato dalla critica significa che il recensore l’opera deve venderla, però non sapendo cosa scriverci si butta sull’eventuale iconografia o culto di una ragazza poco più che ventenne morta dopo aver avuto un incidente stradale.


I  libri, i romanzi, sulla sessualità estrema hanno la tendenza il più delle volte ad esagerare, sono come le fantasie erotiche di molti di noi, irraggiungibili, però questo non significa che manchino di costrutto, di una trama o dello spessore dei personaggi.

Qui l’unica cosa che si nota è il trattare il sadomasochismo come ricerca dell’estremo e basta. Finisce lì. Le descrizioni e le ambientazioni sono ripetitive e scarne, tutto si svolge in una cornucopia di incontri con personaggi di cui conosciamo solo il nome, persino la sua controparte Pierre, il suo padrone, esiste solamente come figura maschile che si compiace ed è orgoglioso dell’abbrutimento di Vanessa, mancano di quel retroterra che li renda umani.
Forse Vanessa Duriès ha proposto questo libro come esperienza personale per renderlo stuzzicante, forse è stato l’editore, oppure lo ha vissuto e non ne ha colto niente, non lo sapremo mai, l’unica cosa sicura che ho provato è la noia mista a consapevolezza di aver buttato dei soldi.

20 commenti:

  1. A volte succede... io sono rimasta delusa da Hôtel Iris della Ogawa dove la psicologia dei personaggi non è aproffondita, e dove "lui" appare come una persona malata e asociale. Peccato cadere in questi luoghi comuni per descrivere un'altro tipo di sessualità... questo "mondo" merita decisamento meglio.

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  2. Noir Velour@ Grazie per avermi consigliato un libro da NON leggere.

    Ho risposto alla tua mail e ancora grazie per la tua traduzione.

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  3. Non ti ho consigliato di non leggerlo, ho dato il mio punto di vista. Sicuramente può essere interessante leggere libri che non hanno avuto un riscontro positivo per altri, ci si fa un'opinione che può essere diversa e permette di confrontarsi...mi pare.

    E' stato un piacere Cavalier

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  4. Concordo con Noir Velour, anche io ho letto "Hotel Iris" perché della Ogawa avevo letto dei racconti molto profondi e toccanti in precedenza, ma l'ho trovato d'una tale pochezza e squallore che l'ho buttato via - a volte provo questa sensazione, vedi per le porcate di Moccia, Volo o, rimanendo sui lidi nipponici, della Yoshimoto.
    Comunque ora faccio questa prova qui, prima di prendere un libro:
    http://minervajones.blogspot.com/2010/12/69-page-erotique.html ;-)

    Bacio.

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  5. Noir Velour@ Sono pigro, mi avvalgo del tuo buon gusto.

    Minerva@ Ricordavo quel tuo post, ben scritto, però è difficile farlo quando li compri via internet.

    Poi come detto la recensione non faceva ben sperare, allora perché l'ho comprato?Per vedere se avevo ragione.

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  6. Ci sono un sacco di Cazzate scritte in merito al bdsm sopratutto dopo che in questo mondo si è affacciata la "marmaglia", desiderosa sopratutto di provare qualcosa di intenso ma che alla fine ha una sola grande dote: la superficialità e la leggerezza. D'altra parte poi ognuno scrive quello che l'esperienza gli da oppure ci lavora su di fantasia con scarni risultati come questo. Alla fine forse dovremmo concentrarci di più su quel che è o che "dovrebbe essere", piuttosto che fare articoli negativi sul niente. E' solo pubblicità immeritata.

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  7. mastro de sade scusa se mi permetto...ma "per concentrarsi su quel che è e su quel che dovrebbe essere" è necessaria una selezione critica....
    come potrebbe o dovrebbe muoversi un neofita in queste letture secondo te?
    le opinioni degli altri sono prospettive sul cui soffermarsi è sempre utile secondo me, soprattutto se fatte da persone di cui si ha stima.

    cav. "allora perché l'ho comprato?Per vedere se avevo ragione"...il tuo ego è irresistibile...

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  8. Mastro De Sade@ Mi dispiace deluderti è una valutazione sul fatto che il libro manca di alcuni elementi essenziali per esser considerato quello che è, ovvero lettura d'evasione, ed anche altro se mi concederai la tua cortese attenzione.

    Quando si recensisce un libro è inutile soffermarsi su quello che dovrebbe essere l'argomento, non è un manuale divulgativo, allora sarebbe differente, per comprendere se l'opera è valida o meno si deve analizzare esclusivamente come viene affrontato, in questo caso male e in maniera raffazzonata.
    Per disquisire su quello che è o dovrebbe essere ci sono altri post.
    ^_^


    LaMuta@ Grazie dei complimenti, molto spesso quelle che definiamo per antonomasia recensioni altro non sono che sinossi, perché manca la visione personale del commento dell'opera.
    Lungi da me asserire che non ci siano buoni recensori, ci mancherebbe, però a volte per si fa di necessità virtù, si deve vendere.

    In fondo la mia altro non è che una critica alle recensioni di un libro, a parer mio, brutto.

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  9. interessante recensione, grazie Cavaliere
    PS: anche io sono pigro e lo eviterò accuratamente ;)

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  10. Sole Silenzioso@ Tra pigri ci si comprende.

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  11. Uno, è un libro giapponese, scritto da un giapponese che MAI si preoccuperà di descrivere i sentimenti. I sentimenti sono personali. Lo scopo della scrittura giapponese è quello di lasciare la libera interpretazione ad un "tu" nella stessa situazione con il "lui" (nel caso del libro), è il suo nella vita reale. Insomma, una trasposizione di personaggi.
    Scritto semplice, ci sta. Vedi un po' l'impero dei sensi se alla prima o alla 20ma volta che lo guardi ci capisci qualcosa senza aver conosciuto la storia vera a cui s'ispira e alla filosofica psicologia di quella cultura. Non si può. Insomma la quadratura del cerchio funziona solo in casi particolari molto rari. E' sempre lo stesso discorso, non si può mettere del tè in una tazza colma. Quel libro in effetti è un po' soggetto a diverse conclusioni e vedo che chi "conosce", lo valuta in altro modo. Fare una recensione qui di quel libro è come voler parlare di pulsar con la maggior parte delle persone, non ci capirebbero un'acca se non fossero astronomi o astrofili. Di rimando e qui conlcudo, il bsdm, ops, questo sm, è nato in giappone non in altri luoghi nonostante il desade da cui prende il nome. Il doppio errore di parlare di un libro senza capirne cultura ed origine è "una cagata pazzesca" di fantozziana memoria. :)

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  12. e per Muta. Beh magari fai come me. Io sono finito qui dando la caccia agli scopiazzatori ed è uscito un post simile ai vari triskele che avevo pubblicato quasi un anno fa. Magari fai come me, prova a cercare cultura giapponese o fare una capatina nel mio di blog e se hai pazienza, probabilmente alla fine (ma non ci scommetto, e lo dico senza nessuna offesa), ci capirai qualcosa. :)

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  15. Uno, è un libro giapponese, scritto da un giapponese che MAI si preoccuperà di descrivere i sentimenti. Citazione di M. de Sade.

    Anche qui mi dispiace deluderla ma il libro è stato stampato in Francia, da editore francese, da scrittrice francese.

    Per quanto riguarda il libro in questione, a meno che lei non abbia intavolato con LaMuta un discorso a parte che solo voi conoscete, il
    suo titolo originale è Le Lien, pubblicato in Francia dalle Edition Blanche(Paris)
    Il cui editore è Frank Spengler.
    La scrittrice è francese, morta nel 1993.
    Avendolo letto a fondo non c'è il minimo riferimento al mondo orientale.
    Quando critico un libro ho la buona abitudine di leggerlo e di tenerlo in mano come in questo momento.

    Proprio per evitare figure alla Fantozzi che sta facendo ma riferisce ad altri.

    Se lei e ha conoscenza del fatto che l'autrice si sia attribuita un libro non suo, è pregato di farlo sapere, sarebbe una notizia interessante.

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  16. Per quanto riguarda il suddetto articolo sulla simbologia del triskele ho già parlato a sufficienza, forse il signor De Sade, di cui non conosco l'età ma inizio ad avere dei vaghi sospetti, non è l'autore del simbolo, delle sue interpretazioni, ma lo è il signore che lo ha inventato, e che mi sono premurato di citare.

    Ora, posso dire di aver aggiunto del mio all'articolo senza aver letto minimamente quello del signor De Sade, prendendo come detto le immagini da internet, attingendo in parte dal sito dell'autore stesso.

    Bisognerebbe leggere il disclaimer.

    Non posso sapere chi come dice lei "ha scopiazzato" però le farebbe bene capire che altri su internet possono raggiungere le stesse fonti, che lei usa, senza doversi necessariamente ritenere l'autore di un articolo originale.

    Qui si può leggere quanto scritto da me.

    http://master-e-slave.blogspot.it/2012/04/simbolo-bdsm.html

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  17. Eviterò per quanto possibile di seguitare a postare inutili commenti qui sopra, così da evitare altrettanta gratuita pubblicità. Però quel pezzo le immagini postate dal signore che ha fatto questa sottile disquisizione sulla simbologia, arriva dopo il mio, dopo aver "discusso" animatamente e ve ne dovrebbe essere rimasta traccia su legami per cosa siano i simboli bdsm e i famosi BONDAGER, che dopo sono spariti. Adesso ci mancherebbe pure che arrivasse qualcun altro come Lei che si piglia la briga di scrivere gli shibarido-kata e che di nuovo se ne attribuisce la paternità in Italia. Vero che è che non li abbiamo pubblicati tutti, ma è anche altrettanto vero che non esistevano.
    Guardi la data "Cavaliere" di cui conosce in nome ma a quanto pare non il giuramento, il resto è arrivato dopo. Dove lo trova adesso non lo so. So' che prima non c'era e questo è il quanto. Senza la mia nota non aveva manco postato dove aveva preso quelle informazioni. Bella roba. Ci vuole rispetto per avere ed ottenere credibilità, a quanto pare a Lei manca proprio di base, "cavaliere".
    さよなら

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  18. Credo sia proprio il caso di chiarirci, caro signore mostri le tracce di cui lei parla e sarò ben felice di annoverarla tra gli autori dell'articolo, peccato che il creatore del simbolo stesso non la nomini, la prego di visualizzare per l'ennesima volta il sito in questione dell'autore originale, che mi dispiace per lei non la cita.

    Le questioni di lana caprina caro signore, oltre la sensazione di parlare con una persona di diversa età, risiede nel fatto che lei attribuisce figure di fantozziana memoria senza aver sicuramente aperto neppure una pagina del libro di cui disquisisco, lasciandosi in funamboliche attribuzioni a scrittori giapponesi.

    Io non mi attribuisco nulla, bisogna saper leggere, le parti da me aggiunte sono state rese chiare nei commenti, per quanto riguarda LE VARIE SIMBOLOGIE ho preso TUTTO dall'autore del simbolo, che come detto non la cita.

    Per cui non solo lei è in malafede, ma a quanto pare non legge le risposte.

    Sarò anche poco "Cavaliere" ma lei caro signore mi sembra si stia arrampicando sugli specchi.

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  19. Caro signor de Sade, le ho inviato una mail alla quale spero risponderà.

    Se le sono sembrato troppo rude me ne dispiaccio, però prima di attribuire figure di fantozziana memoria e poi offendersi sarebbe bene calibrare i propri commenti.

    Come detto nella mail e a chiunque avrà la pazienza di leggermi sono disponibile a correggere le mie posizioni quando:

    1) mi si dimostrerà che la scrittrice Vanessa Duriès è giapponese ed ha impostato la sua opera nell'ottica letteraria di quel Paese.

    2) Purtroppo l'autore del simbolo non cita il signor M. de Sade, che ne abbia parlato lui per primo in Italia non lo nego, semplicemente non viene citato dall'autore del simbolo stesso, a cui si devono le distinzioni tra quello che è o non è il simbolo BDSM.Nel caso sbagliassi anche qui siete pregati di rendermi edotto.
    Prendiamo il caso che il signore che lo ha ideato abbia preso alcune parti dal signor De Sade, io avendolo letto e non avendo trovato alcun riferimento ovviamente non posso attribuire a nessun altro l'idea se non a colui che ho letto.

    Mi sembra semplice.

    Senza il bisogno di continuare la discussione il tutto si ferma QUI.
    Anche perché che mi si attribuiscano comportamenti che non ho commesso và ben al di là del fatto di essere gentile, o come dice il signore "Cavaliere".

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  20. MASTRO DE SADE
    La ringrazio per l'invito, ma sono già stata a visitarLa qualche settimana fa...
    Lei è tenero certo, ma troppo cupo, mi perdoni...
    ...e poi quel fondo nero...
    ho problemi agli occhi ed è stato sinceramente stancante cercare di conoscerLa attraverso quei caratteri gialli...

    in ogni caso ci terrei a precisare che, essendo stata a scuola, non ho riscontrato alcuna difficoltà nella comnprensione di quanto da Lei scritto e proposto
    ma non Le farò perdere altro tempo
    ...come vede sono finita altrove...

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