5/28/2012

tortura schiavitù e violenza su di una ragazza tedesca per otto anni


Ho cercato di riportare sempre notizie dove la violenza è fine a se stessa, una violenza nella pletoria delle possibilità che si collega alla riduzione in schiavitù ed all’umiliazione dell’essere umano, perché trattando certi argomenti trovo sia giusto puntualizzare che vi sono certi comportamenti pericolosi, che nulla hanno a che fare con il rapporto-gioco bdsm, mettendo in luce che alcuni comportamenti nell’ambito della sopraffazione smettono di essere esperienza di condivisione per diventare mera sevizia quando superano limiti umani, trasfigurando nel bestiale.

La storia per ora date le scarne informazioni sembra abbia contorni poco chiari e sicuramente coinvolgono una comunità ben più grande dei due individui direttamente coinvolti.

Il cinquantaduenne  Milenko Marinkovic e la moglie quarantacinquenne Slavojka sono stati arrestati per sevizie nei confronti di una ragazza diciannovenne di origine tedesche che conviveva con loro da otto anni. Sembra che i comportamenti aberranti siano iniziati da subito, impedendo alla giovane di aver alcun contatto con altra persone se non supervisionata dai due coniugi, le sia stato vietato di frequentare le scuole.
Ci sono stati altri casi simili emersi nel tempo, quello che contraddistingue questo spaccato di cronaca è che le sevizie non avvenivano solo nel privato, portando la povera ragazza a pesare 40 kg, ma si perpetravano alla luce del sole.

Nonostante gli aguzzini abitassero in un bosco vicino a Kalesija, cittadina bosniaca, molti vicini hanno assistito a scene in cui l’adolescente era costretta a tirare un carretto al posto del cavallo con almeno due persone sedute sopra, che la cibassero con il pappone destinato ai maiali. Si vociferava nel vicinato che venisse offerta a degli “amici” anche e non solo sessualmente, ma che addirittura la madre sapesse del trattamento riservato alla figlia.
Trovata in effetti in una borgata della stessa località poco lontana dal luogo ove dimoravano i coniugi, località in cui risiedeva saltuariamente quando non era in Germania.

La madre identificata semplicemente con il nome di Kristinà sembra abbia contratto un “matrimonio” in bianco per far sì che Milenko Marinkovic ricevesse cittadinanza tedesca appena giunta in Bosnia con la figlia undicenne che ha poi lasciato vivere con lo stesso uomo.

La situazione poco chiara si infittisce anche perché la televisione bosniaca tarda, non poco, a divulgare l’accaduto e la liberazione avvenuta giorni addietro.

Da notare che il vicino che ha denunciato la coppia riferisce alla televisione che non poteva restare a guardare e che non comprendeva perché la picchiassero se faceva tutte quelle cose per loro, Il che la dice lunga sul fatto che in certi ambienti e territori non passa neppure per l’anticamera del cervello che comunque si parla di un essere umano. 


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Fonti diverse: Corriere della Sera
                     Il Fatto Quotidiano
                     Giornalettismo

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