11/18/2013

sposati e sìì sottomessa

Il titolo del post è anche il titolo di un libro di Costanza Miriano; abbiamo evidentemente una visione diversa della sottomissione signora Miriano, per me è espletabile nella coppia al di là del sesso, condivisa al di là del pendaglio tra le cosce, una scelta se e quando condividere in determinati momenti, sia di persona che a distanza, sono degli spiragli ad una parte di noi stessi che servono per godere e sentire l'appartenenza, come ad esempio dei piccoli comandi a distanza, ma non concordo che la sottomissione sia dovuta perché sessualmente femmina o peggio perché è stato scritto nell' Antico Testamento in poche righe.

Vivi donna felice se come detto dall' autrice:" Sarà per questo che non voglio ribellarmi agli uomini, ma, riconoscendo la loro superiorità in tanti settori (e in altri la nostra), una volta trovato quello giusto ho capito che ascoltare ed ”obbedire” alla sua lucidità, la sua razionalità, non poteva che farmi del bene. E io fare del bene a lui con il mio genio femminile, il mio talento, le mie capacità." ovvero una constatazione svilente che care donne dovrete essere geniali nel piegare i calzini ma mai essere alla vetta di una multinazionale, perché la donna ha altre capacità. 

Cara signora Mirano siamo alle solite, la sottomissione che compiace alcune sfere religiose, se è comodo al ruolo sociale è accettata, eppure dagli stessi ambienti di solito aborrita se funzionale al piacere, io godo per piacer mio ed altrui non perché i cromosomi hanno deciso se essere maschio o femmina,anche con la sottomissione.




Potrei continuare a lungo a parlarne, soprattutto sul fatto che nonostante sia contrario al pensiero della suddetta signora spero che il libro non venga censurato, che evidentemente è in linea con gli scritti presenti sul blog, perché ho il diritto di contestare quanto scritto, dimostrare il mio punto di vista, ma le parole di qualcun'altro riescono ad essere più efficaci delle mie:  


Leggendo le varie notizie ho capito che questo libro è una lode all’immaginario fasciocattolico dell’uomo-guida/donna-seguace ma, anche se è una vera merda, non sono d’accordo con la censura. A parte il fatto che censurare è un atto fascista, mi volete togliere il gusto di scriverne una recensione che ne smaschera ogni minimo punto? Volete togliermi il piacere di inveirgli contro quando lo vedo nelle librerie? Volete privarmi della possibilità di dire “questa è merda fasciocattolica” che riprende ciò un discorso che ho ascoltato mille volte durante gli anni in cui, da bambina, mi costringevano ad andare a messa?”. Questo libro è solo la punta dell’iceberg, è la summa di ciò che dai pulpiti, in quelle fortezze chiamate chiese, si predica ogni santissimo giorno. Io, invece che chiederne la censura, dirotterei le forze per togliere l’ora di religione dalle scuole, tanto per iniziare....Ma, a chi guarda le cose senza moralismo, la differenza delle due sottomissioni è palese: da un parte ci si sottomette per darsi piacere, per provare orgasmi che in altri modi non si riesce a raggiungere. Lo si fa con consapevolezza, definendo i limiti, decidendo i ruoli e le parole che servono per chiudere il gioco appena ci si rende conto che non ce la si fa più. Nel BDSM tutt@ godono e tutt@ vengono rispettat@. Nella famiglia patriarcale, scenario di mille violenze, questa consensualità non c’è, la sottomissione è imposta perché si è donna, si è quella nata da una costola di Adamo, si è quella che ha peccato, che ha mangiato la mela, si è il sesso debole, la menomata e minorata da istruire sempre, si è l’utero al servizio della riproduzione e la figa per il sollazzo maschile, si è o la madre asessuata da venerare o la puttana peccatrice da discriminare, si è, in poche parole, quell’essere inferiore che, da secoli, si cerca di assoggettare.

 Vi consiglio di continuare a leggere l'articolo su SOPRAVVIVERE NON MI BASTA.

33 commenti:

  1. Ho visto il libro in libreria ed ho riso, pensando che il titolo fosse ironico... Non pensavo fosse "serio"! Che delusione esistano persone che la pensano così :(

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    1. Una certa vena ironica esiste ma il messaggio di fondo è sempre lo stesso, diciamo che l'ironia serve per veicolare un messaggio, d'altronde ecco cosa dice la stessa autrice della sua collocazione nelle librerie:
      Il libro inizia con me che rispondo a una telefonata di un’amica in crisi, che non si decide a sposarsi. Una telefonata tra amiche sul tema dell’identità femminile, che è, io credo, quello su cui si gioca la partita centrale della nostra culturale. Cosa vuol dire essere uomo e donna oggi. Teorie di genere o antropologia cristiana. Il tutto tradotto in un linguaggio pop, passando dalle calze parigine al Catechismo, dai trucchi per dormire in bagno quando ci sono i figli neonati (appoggiando la testa al rotolo di carta igienica) alla Bibbia.

      Una mia amica mi ha chiamata arrabbiata perché nella sua libreria mi ha trovata nel settore umorismo. Invece non mi avrebbero potuto fare un complimento migliore. Ridere parlando di San Paolo! E così è partito un passaparola tra i credenti, che finalmente si sono visti rappresentati in modo non deprimente, molto deciso nei contenuti, molto allegro nella forma. All’inizio sono state stampate 1200 copie. Io telefonavo alla mia famiglia nella speranza che almeno loro ne comprassero una mezza dozzina. Poi il libro ha avuto non so più quante ristampe, ormai oltre venti credo.

      Non la vede certo come una creazione ironica ma accetta la sua collocazione, per cui fa anche troppo sul serio.

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  2. Meglio Rossella Calabro', con le sue "50 sbavature di Gigio" ho riso a crepapelle con la mia amica :) Quella è sana ironia!!!

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  3. Non avevo letto le sue dichiarazioni... sto per vomitare. A me delle sue scelte non importa nulla, vuoi fare la schiava (e lo dico non in termini BDSM, ma proprio nel significato primo)? per me va benone, è una tua scelta, ma non proporla alle altre come il "giusto modello di donna" supportandolo, per giunta, con teorie biologiche maschiliste.. ma sta superiorità degli uomini dove starebbe? E la nostra inferiorità? Questa signora si rende conto che sta appoggiando/alimentando la cultura patriarcale che è alla base della violenza contro le donne? Se lo ricorda cosa è stato e cosa è ancora il padre-padrone? Cosa erano le donne nel codice giuridico negli anni 50? Proprietà di altri, non potevano decidere nulla. Se lo ricorda il delitto d'onore? Ma so già cosa risponderebbe nella sua stoltezza, "le donne, per loro natura, tendono a perdonare per il bene della famiglia, perché sanno che il loro compito è stare accanto al marito".. lo so perché è il consiglio che molti parroci davano alle donne che venivano a chiedere aiuto in chiesa perché il marito le menava. Obbrobrio

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    1. Purtroppo anche per gli uomini non va molto meglio nella visione dell' autrice, basta leggere il titolo al libro dedicato ai mariti, sposati e muori per lei. Nonostante gli innegabili vantaggi di una certa mentalità per l'uomo anche stare al fianco ad una donna che si vanta di fregarsene di alcuni aspetti della vita per mettersi lo smalto(giuro che nel suo sito si leggono cose del genere) è pesante.

      L'autrice è sicura di non alimentare la violenza ma di perpetrare uno schema che soddisfa l'ordine delle cose, dimenticando che se fosse così, cosa che fortunatamente non è, la donna perderebbe due volte, almeno prima era sgravata dal dover mantenere economicamente la famiglia, oppure era assolutamente marginale, adesso si troverebbe con il doppio del lavoro e della responsabilità.

      Purtroppo certe mentalità si perpetrano nel tempo ed il successo editoriale di certe opere la dice lunga sul lavoro da fare.

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    2. Non leggo il suo blog quindi non saprei dirti, so solo che la sua visione della "donna che si vanta di fregarsene di alcuni aspetti della vita" è una cazzata madornale, un modo per indorare la pillola dato che la vita ci dimostra che non c'è possibilità di fregarsene ma che da alcuni aspetti veniamo proprio escluse. Non è una scelta, è un'imposizione. Non metto in dubbio però che la figura dell'uomo non esca bene, anzi, da anni ringrazio, seguo e collaboro con chi sta cercando di mettere in discussione, e parlo di uomini, l'idea di "mascolinità" tradizionalmente diffusa.
      Sul "prima era sgravata dal dover mantenere economicamente la famiglia" non mi trovi d'accordo, dato che il lavoro domestico è un lavoro, seppur non riconosciuto. Esso è sempre stato indispensabile alla società, anche se mai riconosciuto (era e resta ancora oggi un dovere della donna) e mai pagato. Penso che invece di sgravio sia corretto parlare di impedimento di accesso al mondo del lavoro, impossibilità di vedersi riconosciuto il lavoro domestico come tale. Per "adesso si troverebbe con il doppio del lavoro e della responsabilità." è proprio ciò che sta accadendo. Tutte le leggi spingono le donne o a ritornare a casa, tra le mura domestiche, oppure a conciliare (parola amata dalle ministre delle pari opportunità) il lavoro con le cure, perché la cultura della condivisione non è neanche lontanamente presa in considerazione. Basta guardare lo stereotipo della mamma imperfetta che sta ritornando in auge.
      Per chi ha citato il femminismo, vorrei solo ricordare che non esiste il femminismo, ma i femminismi e che basterebbe una ricerca sul web per capirlo e sapere che noi non parliamo solo ma facciamo, pagando sulla nostra pelle le scelte fatte, partendo dal privato per poi arrivare al politico, che poi sono la stessa cosa su certi aspetti. Scusate la precisazione ma penso che queste generalizzazione prima o poi dovranno morire, siamo nel 2013 e non ce la si fa proprio più a sentire certe cose. scusate il papiello.

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    3. Ho in parte risposto al commento di pensieri impuri ma sono disposto ad approfondire il discorso.

      Riporto anche qui per non doverne riscrivere una mera trasposizione similare.

      Cerco di essere più esplicito, mi è capitato di leggere, attraverso anche portali di quotidiani a tiratura nazionale, ascoltare, quello che io chiamo servilismo di "ritorno", ovvero sia il pensiero per dirla in maniera spicciola dello stavamo peggio quando stavamo meglio. Quello che queste paladine del ritorno al focolare domestico cercano di far veicolare è il pensiero che è meglio ripensare ai primordi, perché ainoi spesso accade che la donna moderna oltre a sobbarcarsi i compiti istituzionali, casa, chiesa, figli e marito, si ritrova gravata anche del lavoro.

      Condizione effettivamente vissuta da alcune donne ed usata per rispolverare vecchi sistemi al grido di torniamo indietro sorelle, dimenticando tutto l'oscurantismo e la sopraffazione di certe realtà.

      Sempre nel nocciolo di certe considerazioni come dette di ritorno il fatto di non dover provvedere al procacciamento dei beni di sostentamento è vissuto come una fortuna, perché permette di dedicarsi a quelle attività che considerano più inclini al femminile.

      Diciamo che fa tutto parte di una visione che vuole essere più attrattiva della vita cavernicola, l'uomo caccia e pulisce il pesce, la donna rassetta la grotta e bada ai figli, a volte come detto questa visione viene caldeggiata anche da alcune donne che dimenticano cosa significa sottostare costantemente perché la natura lo richiede, caldeggiare la convinzione che così andavano le cose e così dovrebbe essere.

      Spero anche qui di essere stato più chiaro nell'esposizione del mio pensiero.

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    4. Ovviamente anche l'esposizione del considerare il ritorno a lavori che alcuni considerano marginali o adatti al femminile rientra nello steso filone di pensiero come da me espresso:"la donna perderebbe due volte, almeno prima era sgravata dal dover mantenere economicamente la famiglia, oppure era assolutamente marginale, adesso si troverebbe con il doppio del lavoro e della responsabilità."

      Sempre parlando delle paladine del ritorno alla vita domestica, non del mio pensiero, ammetto che mi ha fatto difetto l'esposizione, succede, comunque adesso il mio pensiero è più compiuto.

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    5. Te lo scrivo anche qui =) Grazie per il chiarimento e sappi che concordo con te.
      Scusa ancora i toni che forse non erano chiari.

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  4. Anonimo20:50

    Gran brutto libro.

    Ma sono sempre delusa dalle donne.
    La paritá é dentro di noi ma...falliamo sempre nelle scelte importanti.
    Un esempio su tutti.
    Non siamo andate a votare quando si decideva sulla fecondazione assitita.
    Parliamo ci incazziamo e ci stracciamo le vesti o peggio ci mascolinizziamo pensando che questo voglia dire essere pari.
    Bah...
    Piccoli pensieri impuri che non riesce a loggarsi

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    1. Come dice la mia stregattesca slave, la voglia di migliorare deve venire dalle donne, mentre sto assistendo ad una certa mentalità di "ritorno" in cui si sono rese conto che la responsabilità richiede anche sacrificio, dimenticando perchè nate in un sistema migliore del precedente cosa significa non essere subordinate per forza e non per scelta.

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    2. Bene adesso raccolgo le braccia che per l'ennesima volta mi sono cadute!
      Siccome non ho voglia di rovinarmi la giornata dedicando i miei pensieri a questa Signora ed al solo libro, mi ritiro di buon grado .
      Un bacio a tutti, comprese le donne, anche a quelle convinte di dover stare al loro posto!

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    3. Anonimo10:21

      Tu vedi questa mentalitá di ritorno? Ritorno al "femminismo" cosi come ce lo ricordiamo? E se cosi fosse...lo reputi positivo? Gli slogan vanno bene ma bisogna fare non dire. E per ora parliamo. Parliamo. E parliamo. Facendo ben poco. E per inciso. Non sono femminista. O robe similari. Mi sento pari a prescindere. Non lo so Cavaliere. Io le donne non le ho mai capite e dopo appunto la nostra becera figura sul referendum o smesso di provarci.

      Pensieri impuri sempre sloggata

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    4. Cerco di essere più esplicito, mi è capitato di leggere, attraverso anche portali di quotidiani a tiratura nazionale, ascoltare, quello che io chiamo servilismo di "ritorno", ovvero sia il pensiero per dirla in maniera spicciola dello stavamo peggio quando stavamo meglio. Quello che queste paladine del ritorno al focolare domestico cercano di far veicolare è il pensiero che è meglio ripensare ai primordi, perché ainoi spesso accade che la donna moderna oltre a sobbarcarsi i compiti istituzionali, casa, chiesa, figli e marito, si ritrova gravata anche del lavoro.

      Condizione effettivamente vissuta da alcune donne ed usata per rispolverare vecchi sistemi al grido di torniamo indietro sorelle, dimenticando tutto l'oscurantismo e la sopraffazione di certe realtà.

      Spero di essere stato più chiaro, cosa penso poi dei vari ismi, sia al maschile che al femminile basta scorrere pochi post, oppure posso consigliare il blog di Eretica, di cui condivido molti pensieri.

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    5. Slove❤️ il tuo posto lo decidi tu... ^_* anche inginocchiata e sottomessa, magari ad una donna, non si sa mai

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    6. Lo ammetto nell’esposizione di tale pensiero sul mio blog inizialmente non sono stato chiarissimo, era questo quello che intendevo, ed ammetto anche di essere caduto preda momentanea di una forma mentis che non considera il lavoro a casa una vera attività.

      Non perché ne sia convinto, ma perché anche io sono vittima di certe facili scorciatoie di considerazioni in cui sono cresciuto, ammetto l’errore, siamo qui per migliorare non credi?

      Ci metto impegno, come molte altre persone, però a volte inciampo.

      Un bacio queer.

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    7. Amore hai comprato il mocio?????
      ....così quando fai le pulizie fai meno fatica :-) è un mese che te ne dimentichi!!!

      hihihihihi

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    8. Anonimo15:13

      Leggo anche io molto ma quello che vedo e tocco con mano nela vita quotidiana non sono tanto ritorni al focolare o al femminismo o altro ancora. Vedo solo una certa incapacitá di noi donne, di vivere una vera paritá e di uscire da certi ruoli.
      Ti faccio un esempio spicciolo.
      La maggior parte delle donne che lavora si lamenta di essere sovraccaricata perché oltre ad un lavoro esterno ha anche la casa ed eventuali figli.
      Ma cosa fa attivamente per cambiare questa situazione?

      vabbé la smetto. Il discorso sarebbe lungo.
      E da smartphone non é agevole.
      Ma rimane il fatto che siamo incapaci di comunicare con i nostri uomini e di fare in modo che ci sia collaborazione.

      Pensieri impuri
      Perche la maggior parte si sobbarca tutto. E poi si incazza.

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    9. >____> stronza io ti adoro......Dillo a tutti che la parità dei sessi finisce quando inizia la vetrina di un negozio di scarpe o fabbrica!!!AMMETTILO!!!

      hihihi

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    10. Non confondiamo la parità dei sessi con un sano opportunismo ;-)

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  5. Sposati e sii sottomessa.
    Pratica estrema per donne senza coraggio o senza consapevolezza.

    Assolutamente non da censurare questo libro che dimostra quanto il cambiamento culturale e mentale possa mettere in crisi le coscienze. Quanto il diverso, il caos, l'oscuro, l'imprevedibile, l'insicurezza possano intimorire chi è stato educato dentro una campana di vetro.
    Questo disordine che è vita, è matrice di evoluzione.
    Una politica culturale che ha utilizzato la sessualità come forma di controllo e omologazione sorride compiaciuta di fronte a questa dimostrazione di fede e sorride soprattutto alla cattolica Spagna che ha pubblicizzato oltremisura questo modello di resa mentale.
    Spero che la Miriano continui a vivere serenamente la sua vita coccolata dalle sue certezze plasmate a tavolino da un'ististuzione e che non legga mai Foucault.
    le altre donne sappiano che nella vita si devono fare delle scelte e viverne le conseguenze e come Sartre insegna anche decidere di non scegliere, è comunque una scelta.

    sorrisilunari a tutti))))

    SdB

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    1. Come si vede che stai studiando amore...Come sono fiero di te.

      Vedi che offro spunti di lavoro?

      Bacio bacio amore.

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  6. Anonimo15:23

    Domanda cretina.
    Tu Cavaliere. Sei capace di stirare?
    La tua roba chibte la;stira?
    Se chiediamo a 100 coppie dove lavorano entrambi la stessa cosa, 98 rispondono chebstira lei.
    E magari lei é incazzata nel farlo perche dopo 10 ore di lavoro vorrebbe fare altro.
    Ed é solo un esempio tra mille.
    Eballa luce di questo mi sembra pure normale che alcune donne pensino adbun ritorno al focolare perché sarebbero probabilmente meno stanche.
    Siamo sempre li.
    Siamo incapaci di rimodulare certi schemi antropologici.



    Pensieri impuri

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    1. Non stiro però cucino, apparecchio/discosto le vettovaglie e lavo le stoviglie(una sola volta sono stato ripreso) cosa che Madame Stregatta cerca di evitare, dato che non prova una particolare simpatia per certe faccende.

      Ad ognuno il suo ^_*
      Ad ognuno il suo...

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    2. Anonimo16:31

      Vedi?
      Ad ognuno il suo per me non esiste.
      In coppia e in una casa bisognerebbe essere assolutamente intercambiabili.
      Poi se uno stira e l altro cucina ok.
      Ma se Stregatta fosse impossibilitata a stirare per esempio?
      S facesse un lavoro per cui torna a casa alle nove tutte le sere? Con magari un giorno solo di riposo?
      Quello che voglio dire é che nessuna donna ha fatto un corso di stiraggio. E non capisco perché debba essere solo roba nostra.
      Il mio uomo si stira la sua roba.
      Io mi stiro la mia per esempio.
      Lui cucina e anche io.
      Lui sparecchia e anche io.
      Non esistono in casa collaborazioni solo mie o solo sue.
      Ci si aiuta.
      Che voglia dire stirare o apparecchiare o fare che ne so.

      Oddio. Spero di essermi spiegata.
      Non é per nulla facile da smartphone

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    3. è vero madame Stregatta preferisce stendersi con cura lo smalto mentre muschi e licheni la circondano ;-)

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    4. Capisco che da smartphone non è facile non ti preoccupare.

      Ora, leggi il commento di Stregatta....ahahahahahaha

      Diciamo che a casa propria la mia slave è sicuramente molto efficiente, è a casa mia che non alza una paglia....ahahahahaahahaah

      Sei una donna fortunata, c'è poco da dire.

      Bacio.

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  7. Sottomessa ad una donna? Ti rispondo con un "quis dicere potest?". Per ora schiava del mio compagno, non schiava in senso lato, lo sono perché io lo voglio essere, difronte ad un rapporto basato sulla ricerca del piacere reciproco deciso insieme con tutti i limiti del caso.
    E quella meravigliosa persona che chiamo padrone, spesso è più concentrato sulla ricerca del mio di piacere, anche anteponendolo al suo, mai potrebbe trattarmi
    come una sottomessa nel quotidiano, nella vita "normale" di tutti i giorni.
    E per la cronaca anche io faccio parte di quelle che stirano ma tirando le somme sulla gestione della casa, direi che siamo una squadra se uno si ferma l'altro tende una mano!

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    1. Il tuo commento mi spinge a parlare dei rapporti 24/7 che esistono ma sono una sparuta minoranza nel mondo bdsm, dato che contattando anche altri viene visto come più diffuso di quello che si crede è argomento da chiarificare.

      Mai dire mai ^_* io non pensavo che avrei mai trovato interessante qualcuno del mio stesso sesso eppure mi sono preso una "cotta", non ai livelli di Stregatta però mi piace parecchio.

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    2. Bene! Quando se ne parlerà sarò in prima fila tutt'orecchi.😀

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  8. http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/12/12/miriano-giornalista-tg3-aborto-va-proibito-gay-geneticamente-modificati/257901/

    O_o

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  9. La madre dei cretini è sempre incinta......Grazie per averlo segnalato.

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Siete pregati di non scadere mai nel turpiloquio, andare contro le leggi vigenti in Italia e usare questa mail per eventuali contatti: silvestrogatto@live.com

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Ricordate che state sempre parlando con esseri umani, anche se dietro la tastiera.