1/16/2015

schiavitù


Quando qualcuno mi chiede come dovrebbe essere un Dominatore, una Dominatrice, un Padrone o una Mistress la prima cosa che dico è che deve dimostrare di aver pazienza, lo ammetto anche io a volte mi sono macchiato della voglia di aver fretta o di giungere presto al succo del rapporto, devo tenermi a freno, mordere le briglie dell' autocontrollo.

Questo significa che al di là di tutto commetto errori, proprio come tutti.


Da un discorso molto simile ho instaurato un confronto con la mia prima slave, nonché maestra, durante una tranquilla bevuta di infusi alle erbe, scaturendone una discussione che credo possa essere interessante anche per chi legge il blog, occasionalmente o meno.

Quando si istruisce una persona al mondo bdsm riesce sempre più difficile far capire che l' attesa è una componente fondamentale del rapporto, che è sia il mezzo attraverso il quale si raggiunge come detto spesso quel livello di fiducia necessaria perché il rapporto si esplichi, sia per i traguardi finali che ci si prefigge.

Nell' epoca del tutto e subito, delle connessioni eterne, della velocità informativa si è persa un poco la capacità di comprendere che non tutto viaggia alla stessa andatura, che l' impegno richiede tempo.

Non è una sterile critica al modernismo, facendone largo uso sarebbe ipocrita, è più il riconoscimento che non è possibile che porti solo vantaggi ma abbia insito qualche ostacolo, che non esiste qualcosa di totalmente e solamente positivo.

Questo comporta il fatto che spesso ci si trova di fronte a persone la cui cultura o abitudine spinge a ricercare qualcosa di immediato, portando ad una serie di deficenze:

  • Per la parte dominante ci si potrebbe trovare di fronte a soggetti la cui esperienza non è largamente approfondita e si crede di aver compreso di essere giunti al capolinea e nessuno ci deve insegnare nulla. 
  • Si sottovalutano gli effetti di un raffazzonato avvicinamento alle "tecniche" che si credono padroneggiate senza prove continue e reiterate nel tempo. 
  • Si perde quel senso di magia che si ottiene quando la parte sottomessa ci si condede, perché proprio come nel caso della volpe del Piccolo Principe perchè si instauri un legame si richiede del tempo. 
Fa tenerezza e preoccupa vedere per il web frotte di novelli dominanti e sottomesse/si chiamarsi "Padrone", "Mistress" "Lady"... e compagnia cantante senza aver avuto modo di approfondire chi è dietro la tastiera, dopo aver passato un periodo della terra di mezzo, del proviamo che succede.

Questo comporta una difficoltà evidente nel trovare la compagnia ideale per certi incontri.

Ricordo ad una festa una coppia di Bologna che si frequentava da tanti anni, paciosamente seduti su sedie di vimini, che loro si sono conosiuti quando ancora ci si cercava sopra le riviste, si comunicava attraverso casella postale ed i tempi si dilatavano, si aveva tempo di riflettere su cosa dire e come affrontare le situazioni, tutto era più dilatato.



Ovviamente anche più rischioso ovviamente, ed era più alta la possibilità che l' altro o altra si stancasse, però anche chi si trovava alla ricerca di qualcosa aveva di fronte qualcuno che sicuramente aveva le nostre stesse necessità.

Perché la maggior difficoltà e i tempi più dilungati lasciano nel corso del tempo lungo la strada i curiosi poco convinti, coloro che si magari provano certi pruriti ma che non hanno la spinta necessaria o aspetti caratteriali necessari per superare gli ostacoli. Coloro che cercano la scopata facile, i confusi, coloro che sono troppo timorosi, lasciano il campo abbastanza presto lasciando la possibilità più alta di avere a che fare con persone determinate.

 Al di là degli aspetti pratici e tecnici che si vanno vià vià facendo più ostici c'è poi la domanda fondamentale; cosa vuoi da un rapporto del genere?

Se il vostro desiderio non guarda oltre al piacere, alla sensazione strana, al mordi e fuggi o ad una esperienza di una sera, benissimo così, però se volete arrivare ad ottenere dalla vostra o vostro slave, l'obbedienza, il superamento di certi limiti che pensava invalicabili (sempre all' interno del Sano, Sicuro, Consensuale) o la cessione anima e corpo, allora armatevi di santa pazienza ed aspettate tranquilli/le sulla riva di un fiume.

Ricordo Ayzad, l' autore di BDSM guida al sesso estremo, parlare di insiemi e sottoinsiemi, la maggior parte delle persone vi si avvicinano e praticano per curiosità e per provare qualcosa di nuovo, poi ci sono le persone come me che lo fanno per esprimere una parte del proprio essere e farlo divenire vivente, una cerchia ancor più ristretta ne fa uno stile di vita.

Bisogna prima capire da che parte volete stare prima d'intraprendere un cammino.

Serata interessante di cui parlerò a breve.

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L'opera che abbellisce il post si chiama The birth of Venus di Boucher Francois.


3 commenti:

  1. Noi, cerchia di stile di vita XD!
    A parte l'ironia, da schiava che sono e da giovane ventenne che sono, abituata all'era del chiedi e avrai in pochi minuti, ho trovato vere le tue parole in cui sostieni che noi giovani di oggi siamo abituati troppo bene!
    Difatti quando il mio Padrone mi lascia in attesa, che può essere di una sua parola, della sia presenza o anche attivamente mia del poter parlare o scrivere, trovo una certa difficoltà nonché piacere perché l'attesa deve essere anche piacere, anche punizone e come tale piacere.
    Strumento di un dom. Piacere di una schiava.
    E si, la fiducia anche attraverso l'attesa! Ben detto cavalier Amaranto!

    Dalia

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  2. Grazie dei complimenti. Effettivamente all' interno del rapporto l' attesa ha una valenza importante. Ho preso in considerazione l'aspetto valente per la costruzione e non nel trasporto stesso.

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Ricordate che state sempre parlando con esseri umani, anche se dietro la tastiera.