5/30/2015

il matrimonio e l'aborto







Ormai lo sanno tutti, l'Irlanda la cattolicissima con un referendum ha sancito le nozze lgbt.

 Ho atteso di parlarne per poter dire qualcosa di diverso dalla solita notizia, visibile ovunque, per cui ho impostato questo spazio come se fosse un editoriale più che un articolo della notizia.

Tutto scaturisce da questo post sul diritto all' aborto contrapposto al diritto di matrimonio, secondo l'autrice che viene tradotta, più ostacolato il primo perché riguarda esclusivamente le donne del secondo, che ha trovato più spazi perché veicolato anche dagli uomini, che con il loro potere hanno la possibilità di influenzare maggiormente l' andamento sociale.
A parte che l' affermazione in quanto tale dimentica l'ostracismo molto più diffuso dei rapporti gay omo che lesbo, entrambi emarginati ma non attaccati allo stesso modo. Prova fondante è il fatto che due donne che amoreggiano assieme sono non solo entrate direttamente nell' immaginario collettivo sia sociale che sessuale (prevalentemente maschile è vero, però esiste) difficilmente troverete riferimenti al femminile nel mondo occidentale moderno di "contronatura".





Nell'esistenza di famiglie con prole l' ostacolo maggiore è vissuto dai partner al maschile per il maschile, perché nessuno si sognerebbe di staccare dalla madre il proprio figlio.

Un gruppo più emarginato con potenzialmente più mezzi, è ovvio che spinga per aver più possibilità di vita e riconoscimento, non per questo l'assioma matrimonio che riguarda anche il maschile è più accettato mentre l'aborto che è un diritto di autodeterminazione fisica è più osteggiato perché femminile.



L'errore di alcune femministe è quello di vedere la vita dell' altro assieme, sessualmente differente, sempre in discesa, più semplice, più lineare è più dritto perché un Deus Ex Machina decide arbitrariamente cosa sia più giusto e cosa meno.

Dando addirittura la sponda al più sessista dei commenti, l'esistenza della lobby gay: "gli uomini gay hanno parecchio potere sociale ed economico, e lo hanno usato in maniera efficace per far diventare la causa un fatto mainstream.", dimenticando che dato proprio dal fatto che quel diritto di autodeterminarsi riguarda tutti, uomini e donne la battaglia è oltre il sesso.

Consideriamo il fatto che i diritti di autodeterminazione sono generalmente più osteggiati ed offrono più dibattito per una considerazione semplice e banale,un potere per rimanere tale deve avere ingerenze dirette con la fisicità del proprio popolo altrimenti non si esprimerebbe.

L’autodeterminazione sessuale è decisa per legge, la capacità di svolgere lavori iniziando ad una data età e finendo in altra secondo una presunta capacità fisica e mentale di svolgere determinate mansioni, la maturità necessaria intellettiva e fisica di essere responsabili a vari livelli( son cambiate nella storia prendendo ad esempio l’ Impero Romano dove si prendeva il mantello e si diveniva adulti a quattordici anni) la possibilità di scegliere come e quando morire sono appannaggio di coloro i quali sono detentori della capacità decisionale, basti pensare alla differenza dell’ uso dei mercenari al passaggio della leva obbligatoria universale.

Mentre la possibilità di contrarre un unione, qui si l’autrice ha ragione, replica il duopolio dell’ educazione e crescita della prole nella cellula famiglia occidentale allargandola:”madre-padre/madre-madre/padre-padre” marginalizzando figure che nel tempo hanno assunto ruoli ben diversi e più importanti(come ad esempio il fratello del padre nella crescita delle future generazioni sempre ai tempi antichi di Roma o dei nonni nelle realtà rurali, ora relegati a baby-sitter in mancanza della presenza genitoriale).

A ben vedere la codificazione delle unioni oltre al riconoscimento di diritti e doveri porta ad una maggior capacità del consesso decisionale di potervi legiferare, onde ragion per cui influenzare quello che prima era solamente una scelta di gusto, avere rapporti con l'altro sesso. Date le istanze e il riconoscimento di tali situazioni le strade sono due, ho la repressione o il controllo, molti Paesi civilizzati stanno scegliendo la medesima strada, normalizzare legiferando.

La determinazione fisica d'altro canto è vista spesso come anarchica, deleteria, perché appunto cerca di sfuggire al Potere attraverso la decisione assolutamente autonoma di cosa fare e scegliere.

Prendendo ad esempio la possibilità di poter scegliere come morire, se fosse una scelta autodeterminata non ci sarebbe bisogno di normarla, di rinchiuderla dentro confini ideologici o fisici come in cliniche della morte, per  poterla controllare. Allo stesso modo il diritto di portare a termine la gravidanza sia che si sia favorevoli o contrari alla fine spetta alla donna, non esiste norma che possa osteggiarla perché comunque si troverebbe il modo per aggirarla, si parla del proprio corpo, Sono scelte di per se anarchiche per cui troverete sempre coloro che cercheranno di osteggiarle,

Meno raffronti colpevolizzanti il maschile e più discernimento sul fatto che siano questioni differenti sarebbe più salutare anche alla parte femminista.










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