9/04/2016

fertility day



Ho inserito questa foto per due motivi, uno mostrare la bellezza di un corpo femminile anche prima di partorire, a dispetto di tutte coloro che nello stesso stato si trovano poco attraenti o addirittura orribili.

Secondo motivo è restare il linea con il Fertily Day e vari documenti e pubblicità presentate che sembrano concentrarsi sulla donna, come se il calo delle natività fosse dato da un capriccio femminista.

Si parla molto sul web di questa campagna di sensibilizzazione, notando che la discussione verte sul fatto che è  retrograda e paternalista. Non avendo nulla da aggiungere che non sia di una certa rilevanza sono rimasto zitto. Fino a che non ho letto l' articolo di







La campagna è legata al “Piano nazionale di fertilità” (sottotitolo “Difendi la tua fertilità, prepara una culla nel tuo futuro”).


C’è, per esempio, una frase abbastanza ambigua: “Gli anticoncezionali di barriera e il tempestivo impiego dei presidi medici possono prevenire o ridurre i danni sulla fertilità femminile ma non sono sufficienti senza un comportamento sessuale consapevole e responsabile”. Non sarebbe stato meglio parlare più esplicitamente di malattie sessualmente trasmissibili e di come prevenirle?
L’ombra sulla contraccezione torna poco dopo: “Esiste una carenza di fondo delle conoscenze relative al funzionamento del ciclo mestruale, al periodo fertile del ciclo, ai segni di identificazione della fertilità, all’estensione della fertilità femminile nell’arco della vita, agli effetti delle cattive abitudini nella vita quotidiana e agli eventi di varia natura, comprese alcune scelte contraccettive, che possono compromettere la fertilità”.
Cioè gli anticoncezionali sono dannosi per la nostra salute riproduttiva? E quali? E in che misura? La pillola ci rende sterili?

 La campagna, come dicevo, ha sollevato molte proteste che hanno menzionato il sovraffollamento nel mondo in una prospettiva perciò meno autarchica, la carenza di strutture adeguate e garanzie lavorative, la visione – che sembra permeare il documento – di una destinazione d’uso femminile. Ha ricevuto critiche, insomma, sia sugli intenti sia sui mezzi. Nel ricordare quanto sia importante riprodursi si nasconde un insidioso paradosso: o lo so già, e allora è inutile che me lo vieni a dire, oppure non lo so e non mi pare che si possa convincere qualcuno ripetendo che la Maternità è Prestigiosa, con tutte le maiuscole possibili.

2 commenti:

  1. io penso che chi a la facoltà naturale di fare figli faccia i figli senza pensare ad un futuro catastrofico...e chi non può averne li adotti...lo sfruttamento dei sessi è una moda come ora i giovani per la politica o le quote rosa sul lavoro...quello che non va ascoltato è la voce ufficiale dei politici al governo ma chi dal basso spinge per i diritti umani...!! baci baci baci

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  2. Ero convinto anche io che chi vuole fare figli in una buona percentuale potesse farli, anche con la paura del futuro, fino a che non ho avuto modo di incontrare diversi esponenti dei Paesi Sudamericani che vivono da noi.

    Essi stessi, sia maschi che femmine, pur avendo almeno 4 o 5 tra fratelli e sorelle in Italia riesce a malapena a farne crescere due, se non uno. E' il sistema sociale che è differente, lì i figli li fai e se possono si arrangiano, vivono di espedienti e spese come il vestiario o il riscaldamento praticamente non esistono, come spesso l' acqua potabile. Le cliniche funzionano solo se private, se entri in una pubblica fatti il segno della croce, Cuba esclusa da questo ragionamento sanitario.

    Il nostro tenore di vita medio è ancora a dispetto di molte altre nazioni molto alto, dispendioso per la comunità e per il singolo.

    Questo è uno dei motivi della scarsa natalità, poco preso in considerazione dai divulgatori dell' informazione di massa.

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