11/04/2016

l' amore, gli incontri, il passato




La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l'amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l'anima respira e grazie alla quale vive.

Equivalente è la diversità delle fortune che aiutano nelle situazioni avverse, alcune sono chiare ed eclatanti come la deviazione del fiume dal suo corso, altre si percepiscono nella loro presenza come la bellezza di un rampicante che si instrada tra ringhiere e pareti che abbisogna di uno sguardo panoramico per capirne la giusta collocazione nell' ambiente circostante.




Sono umano, riesco a dare il giusto peso soprattutto al passato, le felicità come le fortune, per quante piccole siano. Uso un semplice espediente per tenermi abbottonato ai ricordi come se fosse una vecchia palandrana, per non vedere crollare le mie certezze, riempio il mio portafoglio di ricordi di ogni donna che ho incrociato e ha lasciato un segno importante nella mia vita.

Un biglietto del treno, un B&B, un pezzo di carta autografato, un messaggio, una  foto....Sono andati via via aumentando, eppure come tutte le costruzioni perfette manca una parte, un pezzo, una persona.

Marika, una gru dalle lunghe gambe e dai capelli crespi.

Non ho fatto in tempo nel breve lasso che non si è procrastinato ad avere un ricordo tangibile del tuo passaggio, se non la memoria dei tuoi occhi e le mie mani sui tuoi reticenti pantaloni.

Siamo andati molto oltre di un paio di pomeriggi passati ad annusarci come cuccioli di cane, ti ho aperto i miei sentimenti feriti, tu le tue paure. Sei stata la tazza di caffè la mattina, o ancora meglio il sigaro la sera quando fuori piove e cerco di spazzare i pensieri brutti tra le volute di fumo.

Pensavo di averti lasciato un brutto ricordo, mentre ora ho scoperto che non è così, pensavo di non sapere cosa avessi provato per te allora, adesso lontano nel tempo, in un presente diverso, so per certo di averti amata.
Avevo solo il cuore ingombro di altro, non vedevo bene cosa avevo di fronte. Ogni fortuna essere meraviglioso.

Grazie per esserci stata.

Un abbraccio, Cavalier Amaranto.




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Photo by Alessandro Casagrande


P.S. Il primo capoverso è tratto dal libro di Banana Yoshimoto "Un viaggio chiamato vita".
       La metafora sulla palandrana e i bottoni è un omaggio originale alla novella di Pirandello
       "Il bottone della palandrana"




9 commenti:

  1. io dico sempre e a volte può sembrare fuori luogo...morto un papa se ne fa un altro !!! baci baci baci

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    1. Anonimo15:55

      Si, molto fuori luogo

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  2. Purtroppo devo essere concorde con l' anonimo, non si tratta di sostituire un rapporto con un altro, ogni amore è unico e insostituibile.

    Sarà banale dire che la persona oggetto dell' amore è diversa ad ogni rapporto, come accade a me con l'avanzare della vita, seppur ormai alcune particolarità del carattere non si modificano con semplicità.

    Saluti.

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    1. Anonimo12:27

      Credo tu sappia chi sia questo Anonimo.
      Credo trapeli bene e meravigliosamente che non si parla di un amore recente, non si parla di un amore logorante, non si parla di un amore che fa star male, e mai lo è stato.
      Si tratta di dare la giusta importanza al passato, rivalutarlo, avere piacere e non sofferenza nel ricordarlo. Imparare da quel passato, imparare da qualcosa che è già dentro di noi, che è sempre stato lì ad aspettare. E non c'è niente di più bello che custodire un qualcosa con tanta cura.
      Baci Cavaliere

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    2. Baci a te,
      non è né recente né logorante, è uno dei rari casi in cui è impossibile portare rancore o ricordare punti dolenti, anche per questo la sua custodia è un piacere.
      Nella diversità dimensionale in alcuni luoghi è nel passato, un eterno presente in altri, futuro prossimo nei restanti, semplicemente è bello.

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    3. P.S.: L'immagine non è casuale, è il riassunto di come l'ho sempre vista.

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    4. Anonimo11:44

      Una rosa ancora bianca, pura.
      Un candore che va a nascondere una femminilità non accessibile a chiunque. Bella metafora.. Almeno io l'ho intepretata in questo modo

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    5. Avrei usato altre parole ma hai centrato il concetto.

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