5/04/2017

preti e sesso


L' articolo che riporto sulla sessualità del clero è del giornalista e scrittore Carmelo Abbate per Panorama del 20 Aprile, in forma non integrale. Nonostante i tagli ho rispettato al massimo lo spirito dell' articolo nella sua complessità e sfaccettature, nel caso ci fosse un interesse ad approfondire consiglio di recuperare il periodico o ancora meglio comperare il libro, che tratta gli stessi argomenti: Nel regno dei casti.

Nella rivista e nel libro sono riportate testimonianze di incontri sessuali ed amorosi di vario tipo che non ritengo necessari per la comprensione del fenomeno.

Di seguito a questo post nei prossimi giorni proporrò un' intervista dell' arcivescovo Girotti Gianfranco, Reggente emerito della Penitenziaria apostolica, sul valore e significato della castità. Un poco per par condicio, un poco perché sentire campane diverse è sempre un bene, anche se le posizioni ideologiche non mutano.


Nel regno dei casti, che ci piaccia o no, i sacerdoti dalla doppia vita sono tantissimi. Ricerche mai smentite negli Stati Uniti parlano di un 25% di preti americani che ha avuto relazioni con una donna. Il 30% è gay, mentre un ulteriore 20% è stato coinvolto in relazioni omosessuali. Eugen Drewermann, scrittore, critico, teologo ed ex sacerdote, studi alla mano ha sostenuto che in Germania, su un totale di 18.000 sacerdoti, almeno 6.000 vivono con una donna. In Brasile, il centro di statistica religiosa e investigazione sociale (C.E.R.I.S.), ha svolto un indagine su un campione di 758 preti cattolici: il 41% ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali.

Capitolo scottante del libro è la pedofilia. La percentuale è vicina al 7% è intrinseca al sistema...Tutto ciò comporta un alto livello di permessività, anche ai ranghi più bassi della gerarchia:" Bergoglio è il Papa della tolleranza zero verso la pedofilia, ma i vescovi, che sono i suoi rappresentanti sul territorio, alla fine fanno quello che vogliono".

Sono parole che mi affida Richard Sipe, 84 anni, universalmente riconosciuto come il massimo esperto al mondo delle problematiche sessuali dentro la Chiesa Cattolica. Ex monaco benedettino e sacerdote per 18 anni, con i suoi studi partiti dall' attività di psicoterapeuta, Sipe è colui che ha permesso di scoperchiare il mondo nascosto dentro la Chiesa e che ha fatto decollare "Il caso Spotlight", l' inchiesta condotta da un team di giornalisti del Boston Globe, poi celebrato con il Pulitzer e il premio Oscar. Mi ero affidato proprio ad egli dopo la prima indagine sul campo realizzata per Panorama a Roma( Luglio 2010 articolo Le notti brave dei preti gay). Con lui avevo condiviso riflessioni e analisi delle mie inchieste successive, e sempre da lui sono tornato per ispezionare l' operato di Papa Francesco I nella lotta alla pedofilia.

Bisogna dare atto a Bergoglio di essersi spinto ben oltre ogni suo predecessore,
la creazione di una pontificia commissione per la tutela dei minori, nella quale siedono due vittime di abusi, creando poi un nuovo reato nell' ordinamento penale vaticano, l' abuso d' ufficio episcopale, per quei vescovi che non danno seguito ai casi di denuncia di violenza sui minori.

Incontra vittime, esorta epistolarmente i vescovi a farsi avanti e collaborare e di fronte a 300 vescovi in visita negli U.S.A. chiede perdono per i peccati commessi da esponenti della Chiesa. Ci state comunque defezioni e critiche proprio sulla commissione istituita per tali incresciosi avvenimenti
( ultimi due capoversi estratti dall' articolo da parte mia).

Esiste infine un' altra questione aperta nella Chiesa: quella della segretezza. Stando alle linee guida diffuse dalla Conferenza Episcopale Italiana, gli abusi devono essere investigati con la massima discrezione a livello diocesano e poi gestiti direttamente dalla Congregazione per la Dottrina per la Fede. Si legge poi nelle linee operative della C.E.I.:

"il vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale, non ha l' obbligo giuridico di denunciare all' autorità giudiziaria, salvo il dovere morale di contribuire al bene comune".



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Qui finisce l' articolo, almeno per me, leggendolo per riportarlo sul blog ho notato la discrepanza tra "l' abuso d' ufficio" introdotto da Bergoglio e le linee guida della C.E.I. che non hanno la stessa rilevanza giuridica ovviamente ma offrono una possibilità interpretativa dell' agire del vescovo.

Spero che chi lo leggerà, lo farà con il giusto spirito critico.

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