5/14/2012

Manifestazione contro l’aborto


Per essere precisi manifestazione contro la legge 194, indotta da partecipanti che vorrebbero escludere la possibilità della donna di decidere del proprio corpo.

Al di là delle questioni meramente fisiologiche vorrei esaminare parti della legge così combattuta in certi ambienti, che sono certo non sia stata letta approfonditamente da molti o addirittura celata.

Le leggi quando vengono pensate a volte non escludono che le parti prese in esame abbiano dei diritti, decidono quando e in quali frangenti i diritti di una parte devono essere messi prioritariamente in risalto sminuendo gli altri. Sotto questa linea di comportamento si è pensato alla legge 194, che non esclude categoricamente i diritti del nascituro, mette in prevalenza i diritti della donna rispetto ad una realtà che la rendere più fragile diversamente ad altri momenti della sua vita, la gravidanza.
Nel suo secondo punto la legge indica che ci devono essere dei consultori dove devono essere date tutte le informazioni sanitarie sul dove, come e quando portare a termine la gravidanza, ma deve anche informare sulla possibilità di rimuovere gli ostacoli sociali, economici e di salute che hanno portato a questa scelta.

Ecco che inizia a comparire quella precisa linea di pensiero di cui scrivevo poco fa della tutela delle parti, prima si informa la possibile genitrice sul dove e come, poi a tutela del possibile nascituro si devono indicare i mezzi e i luoghi dove si possono superare le difficoltà anche dopo il parto.

L’interruzione della gravidanza deve essere inclusa entro i 90 giorni da quando la donna ha iniziato il periodo in cui è stata fecondata, fissando un periodo ben preciso che è derogabile solamente nel caso in cui rischi la vita, riporti danni fisici o psicologici, che devono essere accertati da medico o ente ospedaliero dove deve essere praticato l’intervento.
Al di là della scelta dei novanta giorni eliminare la legge porterebbe ad un vuoto normativo molto pericoloso, se la donna decidesse di interrompere la gravidanza per motivi di salute dopo i 90 giorni è comunque protetta dalla legge, che prevedendone la possibilità previene comportamenti molesti e/o forzati atti ad impedire che si prenda cura del proprio corpo, anche attraverso l’informazione della legge che prevede questa evenienza.

Per le minorenni è necessario l’assenso di chi esercita la patria potestà, ma nel caso in cui vi siano motivazioni GRAVI per non informare chi di dovere sarà il medico o la struttura ospedaliera ad informare un giudice tutelare che deciderà se è il caso di interrompere la gravidanza.
Anche qui sembra logico che nel caso in cui si informi un genitore diventa un pericolo per il soggetto è giusto che si deroghi, pensiamo ad esempio all’eventuale figlia di un malavitoso che potrebbe vedere come un onta il comportamento della figlia tredicenne o di una cultura straniera che mai accetterebbe l’interruzione.

Ci sono pene per chi compie un aborto o fa nascere in anticipo la prole, per colpa o senza l’ assenso della futura madre a totale difesa della donna e dei figli. Le pene vanno dai tre mesi ai due anni, dagli otto ai sedici anni da scontare in reclusione. Le aggravanti sono rispettivamente, se il fatto avviene in deroga alle norme sulla sicurezza del lavoro( pensate ad una donna che per colpa del datore/trice di lavoro che non cura la sicurezza perde il figlio) o dell’età minorenne del soggetto.

La legge è perfettibile? Secondo me sì, in due punti, il primo è quello del consultorio, dovrebbero informare e tutelare la donna che decide di non abortire come la donna che DECIDE di abortire, ho avuto un esempio lampante, una ragazza di sedici anni indecisa sulla propria maternità si è sentita dire dai genitori informati che se avesse abortito sarebbe stata cacciata di casa senza farvi ritorno, la minore ovviamente spaventata ha deciso di portare avanti la gravidanza e di sposarsi, per non gettare discredito sulla famiglia, la cui madre vi informo era infermiera.

Oggi la ragazza è una donna felicemente divorziata che convive con l’uomo che ama.

Per cui i consultori per legge dovrebbero salomonicamente aiutare a desistere all’aborto ma anche tutelare chi volesse continuare l’interruzione di gravidanza. Alcuni coscientemente già lo fanno, per iniziativa propria però, se vi fosse obbligo legislativo sarebbe diverso.

Secondo punto, la pena per colpa dai tre mesi ai due anni seppur con aggravante ritengo sia una pena troppo lieve.

Se volete contestare come me il fatto che la legge 194 NON deve essere eliminata diffondete pure, alla faccia di Alemanno che cerca voti tra i cattolici e i nostalgici della legge fascista sull’aumento delle nascite.

9 commenti:

  1. La deficenza e l'incompetenza di quest'uomo si sono messe in mostra anche in tantissime altre occasioni, quindi la partecipazione a questa manifestazione non è altro che una triste conferma del suo cattivo operato. Questo clima politico che stiamo ahinoi vivendo, e che sembra aver portato il nostro Paese anni ed anni addietro fa da "perfetto" sfondo a questo scempio!!!E' tutto molto molto triste!!!

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  2. "Adoro" quella legge. L'ho letta più volte, mi sembra molto valida, perché pur regolando l'aborto tutela chi invece il figlio lo vuole avere. Dico "adoro" perché comunque l'aborto non può essere l'alternativa più raccomandata, è un trauma per una donna. Anche secondo me è perfettibile riguardo ai consultori, che poche volte sono una sorta di isola della salute e dell'informazione. Dovrebbero essere tenuti più inconsiderazione, sono centri impotantissimi! §Felice di leggere un intervento contro la manifestazione :)

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  3. D.@ di solito qui non mi lancio in considerazioni politiche, ma se guardi coloro che sono vicini ad Alemanno nella manifestazione capisci che non è in grado come uomo di capire che è fuori luogo, figurati se riesce a fare il sindaco.

    Sexybility@ Tutto è perfettibile ma la trovo una delle leggi meglio riuscite dal nostro ordinamento, non è poco.

    Senza dimenticare che alcuni dottori che obiettano nelle strutture pubbliche poi le praticano nelle strutture private (a pagamento), dove sono vietate le interruzioni di gravidanza più delicate.Quelle terapeutiche. Dei veri speculatori, anche sugli ingenui antiabortisti.

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  4. @ Sexybility
    "E' un trauma per una donna"
    scusa ma non resisto, mi sembra una di quelle affermazioni tipo QUESTA .

    Per la cronaca: ho avuto un aborto e la cosa non mi ha affatto traumatizzato, e sai perchè? Perchè ero consapevole che fosse la cosa migliore da fare, sia per me che per lui.
    Quindi non generalizziamo please.

    Scusa Cavaliere ma in certi casi poi mi torna la famosa sindrome ;)

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  5. Orsotta@ Devo essere sincero, sapere che per una donna potrebbe non essere un trauma sorprende anche me, eppure mi segui da un poco di tempo e lo sai che non sono proprio un'educanda.

    Questo perché siamo cresciuti con l'idea che la madre o futura tale non abbia alcuna scelta se non quella che riporti nel tuo post, e che tu per prima rifiuti, quella di sentire necessariamente amore materno.

    Posso capire Sexybility@ quando fa certe affermazioni, perché di primo acchitto lo avrei detto anche io.

    Il bello cara Orsotta@ non è che non si deve generalizzare, prima o poi lo facciamo tutti, ma che adesso abbiamo molte più possibilità di confrontarci con visioni differenti.

    Per cui meno male che ci sei.

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  6. Non può essere un trauma per una donna che ha deciso di non mettere figli al mondo (ma ha avuto un incidente di percorso).
    Vorrei precisare che sentire amore materno e aver preso questa decisione non sono in relazione.
    Sarà che non mi sembra possibile provare affetto per un piccolo grumo di molecole, è solo una questione etica.
    Sono certa che se avessi avuto un figlio avrei senz'altro provato amore materno, pure più di quanto se ne veda in giro.
    Ma il discorso sta a monte, nella scelta razionale di non volerne e non nell'assecondare l'animale che è in noi.
    (quantomeno non in un contesto in cui si coinvolgono altre esistenze...)

    Bene, adesso invece l'animale che è in me va a sbranarsi qualcosa di buono ;)
    Buona giornata e grazie.

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  7. Orsotta@ lo sai divento pignolo a volte ma in maniera diversa almeno in un punto abbiamo detto la stessa cosa:

    cresciuti con l'idea che la madre o futura tale non abbia alcuna scelta se non quella che riporti nel tuo post...quella di sentire necessariamente amore materno.
    Cioè è possibile ma non deve essere necessariamente così, si può anche scegliere.

    Sarà che non mi sembra possibile provare affetto per un piccolo grumo di molecole, è solo una questione etica.
    Sono certa che se avessi avuto un figlio avrei senz'altro provato amore materno, pure più di quanto se ne veda in giro.
    Appunto è possibile ma non deve essere automatico.

    Come vedi abbiamo espresso lo stesso concetto, capita.

    Hai comunque fatto bene a puntualizzare.

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  8. Hai ragione quando parli di un ritorno alla legge fascista, della quale il primo cittadino della capitale farebbe volentieri sfoggio in occasione di vertici tra sindaci delle principali città del mondo. Scoprendo che è indietro anni luce

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  9. Inneres Auge@ sono convinto che Alemanno lo faccia per ingraziarsi le alte sfere vaticane, non comprendendo però che le vicinanze clericali non portano più voti, guarda Casini.

    E' fuori dal tempo anche per le decisioni strategiche di voto, al di fuori di una sparuta minoranza vorrei vedere quante "beghine" voterebbero veramente contro il regolamento dell'aborto.

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