2/25/2015

Se è lei a Dominare




Giuro è l' ultimo post sul film 50 sfumature, non scritto da me e non tradotto, preso dal sito Abbatto i Muri. Interessante punto di vista sul cosa sarebbe cambiato se a dominare fosse stata lei, Anastasia.



Sono una dominatrice, sessualmente parlando, e ho provato a immaginare il film Cinquanta sfumature a ruoli invertiti. Se lei fosse stata una manager di successo e lui il povero sfigato dai capelli sfatti. Se era lui a inciampare sulla porta e lei a raccoglierlo per poi interrogarlo sulle sue passioni. Mettiamo il caso che lei giocasse con il desiderio di lui. Te la do, non te la do. Mettiamo che lei lo sorveglia a tutte le ore, va a ravanare sulla bacheca facebook, guarda le sue amicizie, indaga sulla natura delle relazioni da lui intraprese, interviene quando qualcuna lo inquieta, lo invita a cena e lo stupisce con effetti speciali. Facciamo finta che sia lei quella che gli regala un orologio d’oro, un’auto di grossa cilindrata e che lo tratta come fosse cosa sua, un gigolò. Facciamo che lei affermi di avere delle strane preferenze sessuali, lei gode solo se lui si fa frustare. E lo fa mettere in ginocchio, alla pecorina, e penetra con un dildo che lei indossa senza pudore.
Facciamo che lui sia un po’ stupito ma allo stesso tempo attratto e poi lei è bellissima, lui vorrebbe accontentarla anche se si pone una serie infinita di quesiti e pensa che non sia giusto perdere il controllo fino a questo punto. Poi lei lo porta nella stanza dei giochi, lo lega e lo masturba, gli fa vedere le stelle e lo fa godere dopo averlo bendato, lo massaggia con piume di struzzo e gli schiaffeggia il culo. Lui ha dei pudori, dovuti all’educazione religiosa, si sente in colpa a godere in quel modo, teme di sembrare un frocio, non ce la fa a sopportare il fatto che sia lei a condurre il gioco, allora mercanteggia per ottenere un po’ di spazio, poi, curiosamente, mentre lei ancora fa andirivieni con i sentimenti, lo stuzzica e poi si allontana, lo induce in tentazione e poi se ne va, lo vuole ma gli dice che è meglio che gli stia lontana, infine lui vuole vedere il peggio e il peggio che possa accadere in quella stanza dei giochi sono seifrustatesei. Sicché lui ride di gusto, perché che cazzo vuoi che siano sei frustate, e le dice che vorrebbe una dominatrice vera e non una persona un po’ disturbata che ritiene di poter dominare qualcuno quando non è neppure in grado di dominare se stessa.
Ecco, mi chiedo, se la storia fosse stata pressappoco questa, ci sarebbe stato tutto il casino fatto da femministe, intellettuali, giornalisti, un botto di gente messa lì a indagare i perché di un film talmente scemo da far ridere perfino i polli? Io penso di no. Penso che a quel punto qualcuna avrebbe riso. Penso che non ci sarebbe stato il gioco di immedesimazione, la lettura proiettiva, e allora non ci sarebbe neppure stata la diagnosi psicologica dell’individuo, nessuno si sarebbe lamentat@ del masochismo di lui e del sadismo di lei. Forse qualcuna lo avrebbe perfino giudicato un giusto riscatto a recupero della tante mortificazioni subite dalle donne. Qualcuna avrebbe fatto il tifo per lei e non avrebbe colto la questione con eguale sensibilità.
Allora io che sono una dominatrice vorrei sapere se si possa parlare di bdsm senza tirare in ballo diagnosi e interpretazioni strane, perché quello del film è chiaro che non è bdsm. E’ un’altra cosa. Se gli uomini non capiscono immaginate appunto il fatto di essere nei panni di un uomo che subisce una serie di atti che se richiesti sono molto piacevoli, ma se non richiesti possono risultare fastidiosi. La dominazione si svolge avendo la capacità di tenere il controllo. Se non lo sai fare è meglio che cambi mestiere e strategia. Sei tu ad avere il comando. Tu detti le regole mentre lei/lui esprimono in modo chiaro la propria consensualità. Quando si stabiliscono le regole del gioco io posso tenerti lì, in una posizione fissa, fino a quando non ti dico di spostarti. Posso ordinarti di non venire anche se vorresti farlo. Posso chiederti di essere il mio schiavo che attende, ansimante, una mia carezza, anche per giorni. Posso ordinarti di andare al lavoro indicandoti un’azione che dovrai sostenere. Posso farti male, se ci piace, perché io ho il controllo e solo io deciderò quando potrò sciogliere il tuo guinzaglio, concederti di leccarmi un piede o di orinarmi sul ventre. Sono io a dirti quando potrai toccare le mie cosce o leccare il mio collo. E nel frattempo io ti lascio tracce della mia attenzione, perché ogni livido è puro interesse per il tuo piacere. Così la pensi tu e così la penso anch’io.
Quello che so è che una dominatrice non perde il controllo. Non perde contatto con il suo schiavo. Non serve neppure che lo tenga legato in maniera concreta perché il legame è tutto emotivo. Lui non potrebbe allontanarsi neppure volendo perché desidera essere dominato. E’ quello il modo in cui gode. Non può fare diversamente. Se i protagonisti del film avessero avuto un rapporto simile, se lui fosse stato davvero un dominatore, invece che quell’indeciso paraculo idiota sadico che è, lei non sarebbe mai andata via e non avrebbe trovato quelle pratiche così sconvolgenti. Se lui fosse stato un vero dominatore avrebbe dovuto esplorare il piacere di lei e non solo il proprio, perché se a lei quello che lui fa non piace è chiaro che lei non è dominata manco per il cazzo. E’ liberissima di andarsene e mandarlo ‘affanculo com’è giusto. Il vero dominio, in un gioco delle parti concordato con una relazione fissa tra piacere/dolore/potere, è dato dal piacere che dai all’altr@ e non da quello che prendi per te stess@. Perciò quel film è una cazzata e ha il perfido effetto di far credere che la comunità di persone che pratica bdsm sia composta da gente perversa, malata, da rinchiudere. Il danno più grave lo crea a chi cerca, da tempo, di trovare spazio affinché sia definito il proprio desiderio senza essere racchiuso in una diagnosi psichiatrica.
Allora, forse, questa è l’occasione giusta per dirlo. Io sono una dominatrice e non mi riconosco affatto in quel che fa Mister Grey. E voi?
Ps: è un pezzo ottenuto dalla traduzione (dall’inglese) di alcuni commenti lasciati da una donna, una dominatrice, tratti da un forum americano di amanti del bdsm. Per dovere di sintesi e per rendere il testo chiaro e diretto ho usato locuzioni nostrane per tradurne altre che altrimenti sarebbero risultate incomprensibili. Non ho comunque cambiato il senso di quel che ho tradotto.

10 commenti:

  1. Com'è noto non sono una dominante ma dal basso della mia inesperienza in quanto slave, posso dire che concordo in ogni punto.
    Ho letto tutti e tre i libri quando uscirono. Lo feci perché adoro criticare con cognizione di causa e perché, pur essendo consapevole dell'enorme ciofeca che mi appropinquavo a leggere, ero incuriosita da tutto il clamore che avevano suscitato.
    Non mi dilungo su cose già dette e ridette come l'assenza di vocabolario, lo stile di scrittura di un'adolescente e la noia mortale che le scene di sesso suscitano.
    Sì perché, per chi non avesse letto i libri, posso garantire che le scene di sesso sono tutte uguali e vengono usati gli stessi termini per descriverle e lo sbadiglio è dietro l'angolo.
    Non voglio soffermarmi neanche sull'assurda inconsistenza della storia.
    Se a leggere i libri è qualcuno che minimo è interessato realmente al BDSM e ha finito la scuola dell'obbligo, appare lampante che mr. 50 sfumature non è un dominatore. Ed è qualcosa che nel corso dei 3 libri viene sempre di più alla luce. E' un insicuro cronico, tratta la sua donna come una bambina con poco cervello incapace di prendere anche la più piccola delle decisioni e davvero in tutti i 3 libri la cosa più forte che fa è dare ste cavolo di 6 frustate. Anzi no. La scena davvero più esilarante (non ricordo in quale dei tre libri sia), si svolge nella stanza rossa. Lei legata alla croce lui usa un vibratore e si ferma prima che lei raggiunga l’orgasmo. Lo fa un po’ di volte fino a quando lei.. DICE LA SAFEWORD. A quel punto lui va nel panico. Io ho riso per giorni con questa scena.
    Al di là delle tecniche e dei propri limiti e desideri, un Master vero è controllato, sicuro, autoritario. Perchè se lui per primo ha paura di ciò che fa, come può aspettarsi fiducia e devozione da chi viene sottomesso?
    Io non mi sentirei di certo a mio agio nelle mani di uno così.
    Concordo con l'articolo, il libro non parla di un Master. Parla di un uomo eccessivamente ricco, tremendamente insicuro, con forti tendenze sadiche, maniaco del controllo, stalker e tendenzialmente sociopatico.
    Ho avuto una relazione di qualche mese con un uomo che amava sculacciarmi e bloccarmi i polsi con le mani.. non l'ho mai considerato un Master ecco (e credo che lui la parola Master la collegasse solo ad un corso post – laurea ^-^)
    Il Master è un'altra cosa. Un rapporto D/s è un’altra cosa. Tutt’altra cosa.

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  2. Aaaaaaahhhhhhhhhh!!!! Di questa relazione nulla mi dicesti!!!! Svergognata!!!!!!!! Hahahahahahaahah

    A parte gli scherzi auguri per i tuoi incontri come posso leggere dal tuo blog.

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  3. Ahahahh mea culpa! :) grazie Cavaliere per gli auguri e la tua presenza sul mio blog... Mi onora tantissimo sta cosa!

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    1. Ma quale onore...suvvia ^_^ è stato un piacere chiacchierare con te.

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    2. E' stato??? umpf.
      Semmai: E' stato - è - sarà.
      ecco, tzè!
      :) :)

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  4. Anonimo10:30

    Cavaliere, ti ho scritto ieri via mail a silvestrogatto@live.com. Baci e buona giornata a te.

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    1. Deve essere finita tra lo spam ed è stata cancellata, riprova e scusami

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    2. Anonimo13:55

      Ti riinvio la mail. Ciao....

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  5. Nun mi ammazzare ma sono con il tablet. Te lo scrivo qua che con ste manone per trovare la mail mi ci vogliono due ore e altrettante per scrivere. Parese che hanno cambiato idea. La notizia è ufficiale ma visto l'andazzo seguito a consigliare uno spazio web pagato. Ah, puoi anche levarlo una volta letto visto che non c'entra una mazza con il post. Oddio, sempre cazzate bibile americane rimangono però. :D

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  6. @Mastro De Sade: lascio perché può essere utile ad altri. Avevo già letto nel tuo blog. Buona serata

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