12/03/2010

fruste cuori infranti e aperitivi


Aperitivo del giovedì, prima di andare al cinema, gli amici ti chiamano ed è anche la scusa per rivedere persone con cui avevi perso i contatti, ottimo per sfoggiare l’ultimo acquisto.

Per me la moda maschile si è fermata agli anni 50, c’è poco da fare, un pantalone di velluto con relativa giacca e le bretelle che ti tirano sulle spalle ti fanno sentire elegante, fanculo i jeans, peccato che non sono mai stato bravo ad accavallare le gambe.
Per l’occasione metto un paio di guanti e mi rimiro nello specchio, lo so mi sento civettuolo.

Ed e tutta una giostra di strette di mano, come stai e che fine hai fatto, per poi cercare di piazzare i glutei sulla prima sedia, dove puntualmente lascerò fuori una parte di chiappa, perché se c’è una sedia o non è completamente mia e devo condividerla oppure sono di fronte alla gamba di un tavolo.
Il chiacchiericcio si confonde con il rumore bianco dei surgelatori per amanti del gelato confezionato, lo sfregare di tessuti da giacca o giubbotto sulle sedie, poi sembra quasi di sentire le bollicine degli aperitivi, sono tanti, un coro ovviamente frizzante.

Improvvisamente compare vicino a me la mia nemesi, l’amica di un’ amica che ha bisogno di uscire perché è stata appena lasciata dal fidanzato.
Quello che le contraddistingue solitamente è il colore della chioma, assurda, rosso prendo fuoco, giallo spiga di grano con campo annesso (ricrescita) o per finire biondo platinato da bagasciona da strada.
Magari in condizioni normali sarebbero anche simpatiche, non mi è dato saperlo, peccato che nove volte su dieci si mettano a pontificare su come è fatto il “maschio”.

Ed ecco che nella mia testa scatta una levetta, vorrei tirargli quel che resta dell’aperitivo in faccia e dirgli a brutto muso cosa può saperne dell’essere uomo solo perché è stata lasciata.

Non sono insensibile al dolore altrui, posso benissimo comprendere che molte delle cose che dice sono dettate dall’astio, mi infastidisce la sicumera, l’essere salita in cattedra, il pensare di aver capito qualcosa che non si sarà mai.

Posso aver mandato a quel paese il genere femminile, ma mai ho avuto la presunzione di avere la risposta in tasca per derubricare l’altro sesso a bestia da soma.

Cosa può saperne del primo amore?Quando corri con la bici per vedere la ragazzina che viene al mare tutti gli anni e il cuore in gola non è la fatica?
Tenere abbracciata la persona che ami e svegliarsi la notte e poi vederla dormire.
Passeggiare in una delle capitali europee e sentire che la stai facendo felice, festeggiando l’avanzamento di carriera percependo che potresti proteggere e accudire una famiglia intera al fianco della donna che ti sorride, per poi scoprire che sei stato vittima di uno dei tradimenti peggiori, quello di un amico.
Scopare tanto per scopare, perché lei e simpatica, disponibile, e porta una quinta di seno.

Me la cavo brillantemente, qualcuno mi chiede cosa ne penso: “non so che dirti, io le donne le frusto come le cavalle”, tutti a ridere della battuta…Sapessero….

2 commenti:

  1. Che tu avessi un cuore e che questo, insieme alla mente, fosse il tuo organo sessuale prioritario, non ne ho mai avuto alcun dubbio :-)
    Sai, trovo molto stupido il rancore verso l'intera categoria del maschile o del femminile - rispetto a quello che giustamente puoi avere verso la persona specifica che ti ha fatto del male. Eppure è un comportamento così frequente!
    La prox volta chiedi all'amica dell'amica se le sue osservazioni sul sesso maschile si basano sul dato statistico - perché altrimenti sono solo illazioni prive di valore scientifico e quindi offese sterili che non certo l'aiuteranno a farsi amare in futuro da nessuno ;-)

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  2. Grazie dei complimenti, ti mando un abbraccio.

    Alternativa, all'amica dell'amica propongo di girare il mondo con un paio di preti e suore missionari, di quelli seri, che salvano la vita alle persone perché li soddisfa, come persone e spiritualmente.

    Ciao, a presto.

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