10/01/2012

sentenza di violenza in un rapporto bdsm


cassazione3

















La cassazione ha emesso sentenza ed ha chiarito un certo aspetto sul concetto di consensuale nei rapporti BDSM che trovate presente nel mio blog parcellizzato in vari post; oltre al consenso iniziale il sub ha diritto di fermare l’incontro nel caso non si sentisse tutelato o si fossero superati limiti che ritiene invalicabili.
Andiamo con ordine ed analizziamo per bene la notizia che ha dei risvolti interessanti.


Un uomo di 33 anni delle Marche incontra donna di 29 sulla spiaggia e trovandosi avvenenti entrambi decidono d’instaurare il rapporto da subito con modalità “estreme” con il consenso di lei.
Nel susseguirsi degli incontri però non sempre la donna accetta in toto quanto succede e chiede ripetutamente al partner di porre a termine quando sta avvenendo, inascoltata il rapporto continua.
La novità della sentenza di violenza sta nel fatto che seppur il soccombente non ha ricordo preciso degli eventi non riuscendo a suddividerli dai momenti di consenso perché si alternavano all’interno dello stesso rapporto, cosa che è costata al signor Francesco B una condanna a 3 anni e sei mesi di reclusione per violenza.

LA SENTENZA L'instaurazione di una relazione «incube-succube», poi diventata «vittima-carnefice» rende «coerente» - scrive la Cassazione, sentenza 37916 - «l'aver ritenuto che ben potessero coesistere incontri sessuali consensuali, con altri nei quali, proprio per la mancanza di consenso della donna, intervenissero comportamenti violenti e minacce da parte dell'uomo». «Purtroppo - è ben possibile che, nello svolgimento della patologia delle relazioni sentimentali tra uomo e donna, si verifichi la sussistenza di rapporti sessuali consensuali alternati a rapporti imposti e non può certo presumersi il consenso anche in riferimento ai rapporti imposti con la violenza e minaccia».
In relazione a «certe pratiche estreme - conclude l'Alta corte - non basta il consenso espresso nel momento iniziale». Diventa lesivo se il partner manifesta «di non essere più consenziente al protrarsi dell'azione alla quale aveva inizialmente aderito, per un ripensamento od una non condivisione sulle modalità di consumazione dell'amplesso».

Questo significa che certi rapporti non sono considerabili vietati se consensuali e rispettano le leggi italiane in materia di violenza come nel caso delle lesioni personali, in cui la consensualità NON basta e che si suddividono in lievissima, lieve, grave, gravissima, in base grossomodo della durata del danno o della malattia cagionata. Lo stesso dicasi per un riconoscimento implicito dei rapporti incube-succube, ovvero dominante e dominato che non deve sfociare in violenza e in minacce espresse.  
 
Altro appunto, è la dimostrazione che l’attuale interpretazione della legge sulla violenza pretende un’accettazione costante e continuativa di quello che si sta attuando, questo zittisce i Masteroni da web che pretendono di avere libero arbitrio assoluto e possibilità di movimento illimitato.

Non parlo del caso in essere ma questa è la dimostrazione che entrambi, i Master o le mistress, gli slave devono scegliersi bene, i primi per non incorrere in ritorsioni, i secondi devono stare attenti e trovare la persona che rispetta limiti invalicabili.

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Fonti:
leggo
lesioni personali dolose



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