6/11/2012

stupratore dell’ Aquila agli arresti domiciliari


Quella che vedere è la faccia di un “presunto” stupratore,  che lascia una ragazza sanguinante e in fin di vita nei pressi di una discoteca salvata dall’assideramento per puro caso.

Il caso dello stupro dell'aquilano avvenuto tra l’ 11 e il 12 Febbraio ha portato alla decisone di concedere gli arresti domiciliari.
Ammesso e non concesso che non considerare grave un crimine di tale efferatezza ti fa riflettere sulla cognizione esistente tra un tale gesto e la reale pericolosità di certi individui, lasciare che una persona pensi di lasciare il suo Paese perché non si sente protetta  è il sintomo di qualcosa che non credevo possibile, errore mio, che ancora esistono delle sacche societarie vecchie  e arteriosclerotiche che considerano la violenza come un male minore, che in fondo sono cose che succedono, non conta che il soggetto offeso non si senta tutelato, mentre una persona del genere si trova nella propria casetta, tra affetti e i manicaretti della madre.
Mi domando come possa una donna guardare in faccia il proprio figlio e non provare vergogna.
Fonte:Ansa

9 commenti:

  1. Me lo domando anche io..

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  2. Partendo dal presupposto che la notizia mi ha lasciata allibita e sconcertata, l'unica possibilità concepibile è che la presunzione di colpevolezza sia talmente labile da pensare di aver ingabbiato un innocente.
    Diversamente, non riesco a trovare alcun tipo di giustificazione.

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  3. ** Sara **@ spero se lo chiedano in tanti...

    Amore_immaginato@ Non è ben chiaro se prevedono una sua marginale responsabilità o ci siano altre motivazioni, certo che la tutela di chi ha subito violenza passa anche dalla tranquillità di sapere che si sta pagando la propria colpa.

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  4. fabrax@ concordo, sicuramente una bestemmia pensare che questo ragazzo che esplode in simili gesti di violenza possa restare in casa, senza supporto, senza monitoraggio.

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  5. Stasera ho sentito un'intervista alla ragazza che mi ha sconvolto. Sentire l'avvocato del presunto colpevole parlare di rapporto amoroso consensuale di fronte a lacerazioni vaginali e anali che hanno richiesto 48 punti di sutura mi toglie il fiato.

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  6. ** Sara **@ E' veramente orribile oltre il gesto farsi scudo della consensualità come se sollevasse da ogni responsabilità.

    Che sia consensuale o meno ogni rapporto prevede una responsabilità oggettiva che non può essere mitigata dalla volontà dell'altro.

    Non posso immaginare cosa significhi 48 punti di sutura in quei punti, quanta forza e violenza ci siano voluti per lacerare dei tessuti così elastici.

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  7. in Italia c'è la certezza della pena solo se rubi una banana al mercato...

    povera ragazza...
    il tuo mostro è ancora in giro...

    ...non si vedono 48 punti di sutura neanche in un parto...
    ma con che cavolo l'hanno seviziata?...oddio...

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  8. ...la muta...@quello che sorprende è che abbiano ritenuto questa "persona" non pericolosa quel tanto da permettergli di rimanere in casa, sicuro che non reitererà in quel caso il gesto in attesa del giudizio.
    Ora, ammettendo che non possa commettere la stessa violenza con i famigliari e le persone che si trovano per brevi momenti nella sua abitazione, ciò esclude che possa commettere gesti prevaricatori di altro tipo un uomo che ha commesso tali efferatezze?

    Sembra che l'arma sia stata trovata poco lontana dal luogo di ritrovamento della vittima, non ricordo la tipologia, però è stato così feroce, assieme ai suoi sodali, tra cui una donna da farla svenire dal dolore.

    Praticamente hanno ricostruito l'apparato genitale.

    Una bestia, me ne frego di essere garantista, una persona è innocente per la legge fino al terzo grado di giudizio ma questo non deve sospendere la considerazione sociale di determinati gesti, altrimenti si demanda alla magistratura le considerazioni morali dei gesti altrui.

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