9/21/2013

doloroso e forte






















Quello che sto per scrivere è il completamento del post lo schiaffo, visto da me, Master Cavalier Amaranto.

(N.d.A. Da leggere con attenzione, per qualcuno FINO IN FONDO).

Prologo


Molte sensazioni sono correlate alla bocca, quando sono alterato dalla rabbia stringo le labbra, quando sono impaziente la lingua gioca con i denti ed il palato, quando la disperazione diventa insopportabile mi mordo gli avambracci. 

Ecco perché sono così bravo a non lasciare segni quando mordo, anche se è un'esperienza punitiva efficace.

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Ci sono forme di dolore che si mescolano ad altre sensazioni, paura, orgoglio, incomprensione del mondo circostante, dove quello che ti succede ti catapulta fuori dall'ordinario, non conta dove sei, cosa stavi facendo, non ne sei consapevole.

Allora serro i denti, non riesco ad esprimere quello che provo in nessun modo, le parole escono, ma la mascella rimane serrata. Sono così confuso che dimentico i discorsi detti poco prima, sono completamente disorientato, la portata di quel dolore uscirà fuori giorni dopo.

Sono sicuro che ti ho guardato come se ti chiedessi perché mi fai tutto questo, cosa ti ho fatto di male, perché devi procurarmi tanto dolore...

Distesi nel letto dove hai appreso un altro amore, un altro sesso, una nuova te stessa mi prendi il mento e tieni l'arcata superiore della mia mandibola con le prime due dita della mano sinistra, liberi la bocca.

Ti guardo e non ti parlo, come se volessi osservare dietro di te e fossi trasparente, per vedere cosa ci sia dietro, un libro di una mostra di pittura vista assieme, la stufetta elettrica con cui ti scaldi quando fa freddo nel bagno, le tue ciabatte rosa che sono l'ultima cosa che ripongo quando te ne vai e lasci la "nostra" casa un macello, una forma di feticismo.

Torno su di te e ti osservo duramente, e non parlo, come ti ho detto spesso devi temere quando smetto di discutere e non sento ragioni.

Tu però non lo sai ancora, il mio sguardo severo ti eccita, sul dolore che potresti provare, la mia rabbia ti eccita, forse anche il mio dolore ti eccita, inizi a strusciarti sul letto e dalla tua apatia mi guardi concentrata sul piacere.

Capisco cosa vuoi e qualcosa dentro di me scatta, certo è l'esperienza, certo è l'occasione, ma fa parte di me.

Tutta la rabbia sembra passare, si concentra il pensiero in una sola domanda, mi preparo, cosa posso farti adesso? Ci penso freddamente, come una lavagna nera con il gessetto bianco inizio a pensare a cosa ti infastidisce davvero, il viso, i colpi sulla fica, voglio umiliarti.

Uso la mano sinistra, inizio a batterti, con cadenza precisa sulla tua fica liscia, stringi le ginocchia delle gambe piegate mentre sei distesa a pancia sopra, in tutta la tua bellezza, per me un segnale, un altro colpo e basta.

Non ci penso molto ma ti chiedo di protendere il viso, di offrirti al sacrificio dello sputo, fatto con cattiveria. Lo so benissimo che la cosa ti infastidisce, tutto quello che riguarda il viso per te è terreno minato, me ne rendo conto prima ancora che tu possa formulare il solo pensiero che nella tua mente qualcosa correlato al volto ti rende certe cose insopportabili, ti conosco meglio di te stessa.

Le labbra contratte in basso dal disgusto e gli occhi chiusi per pararti dagli schizzi e dalla vergogna.

Sputo.

Poi gli schiaffi, il primo a volte lo sbaglio, calibro la forza ma non l'ampiezza della mia mano sulla guancia, colpisco l'orecchio, il secondo è preciso e perfetto, i successivi sono meno intervallati, per cui molto più leggeri ma veloci, schiaffetti, ma sono fastidiosi e dolorosi.

Mi sposto sul corpo, voglio giocare con la tua fica, la guardo un attimo e ti sento dire: "rosso".

Non me lo aspetto di certo ma già mi guardi con i lacrimoni agli occhi, mi stendo e ti lascio bagnarmi il petto, con la spalla nell'incavo della mia ascella.

Ti consolo e sento l'odore dei tuoi capelli, della mia pelle che si mischia alla tua, quell'odore che mi fa impazzire, che mi piace, che mi eccita, che mi scalda, riconoscimento chimico.

Sarebbe facile lasciarti sola, non dovrei neppure uscire dal letto, mi basterebbe girarmi di lato e chiederti di non distrarmi, lasciarti a piangere come se non ci fossi. Eppure sono lì, a carezzarti e spiegarti, che avevo notato alcune reazioni anche se resto sorpreso di questo finale.

Come ultimo scoglio ti chiedo se è il senso di colpa ad averti fatto scattare il pianto, la speranza di un uomo innamorato, il dovere di un Master, capire cosa e come sei arrivata a quella reazione, sperare che fossi io la motivazione.

Non ricordo bene cosa mi hai detto ma sicuramente non è stato perché sapevi di avermi fatto male, cosa che scriverai giorni dopo sul post lo schiaffo:"Questa volta ti ho fatto male davvero.
Sapevi già quello che ti ho detto, ma uno di fronte l’altra è diverso."

Ulteriori piccoli passi che mi allontanano da te, ti guardo e sinceramente, per la prima volta, sono disgustato. 

Non avresti dovuto eccitarti, non avresti dovuto fare quello che hai fatto, certo sei stata sincera, ma sapevi che avrei sofferto e l'essere chiara non monda dagli errori, eppure lo hai fatto lo stesso, ti sei preoccupata solo di te, non di me, per te io non esisto, non sono mai esistito; mi sento il giocattolo di un sexy shop, da queste convinzioni nasce quella sensazione. 

I giorni successivi scrivi il tuo post, ma è ovvio che non mi piaccia, anche se è bellissimo. 

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Il prologo serve a comprendere la correlazione tra la mia bocca e gli accadimenti, la parte centrale è la lezione per chiunque leggerà il pezzo che è possibile non perdere la calma e non agire per rabbia, si è responsabili della propria slave sempre.
La comprensione del dolore altrui, delle motivazioni, non devono mancare mai, dovete essere pronti e pronte a sorreggere anche nei vostri momenti peggiori, se proprio non riuscite, desistete.

L'epilogo è assolutamente personale, è il mio blog, qui mi sfogo, se è pubblico sarà la mia voglia di esibizionismo, fanculo a chi pensa il contrario.


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Epilogo

Inizio ad allontanarmi da te più marcatamente, poco mi interessa se quello che scrivi ti smuove qualcosa, giorni appresso mi dirai che non ti aspettavi un mio comportamento del genere, come se non fosse accaduto nulla o fosse una minuzia, oppure riguardasse più te e il tuo pianto di quello che mi è successo, mentre io mi sorprendo di esserci ancora nella tua vita. 

Decido che ancora ti amo, tanto, tantissimo, che non voglio perderti.

Ma questa volta il dolore passa più in fretta, ma sono cambiato, come Master e come uomo, l'ennesima Muta, ti resto vicino, aspetto con pazienza come ho sempre fatto.

Perché è questo quello che provavo.


Mi sento disperatamente solo.

Ho bisogno di capire cosa mi sta succedendo, ma non riesco a parlare.
Ho bisogno di esprimere tutte le emozioni che pogano insieme come in un concerto metal.
Mi sento ribollire.
Il mio corpo è un continuo spasmo.
La mia testa un caos completo.
La mia stabilità emotiva è andata completamente a puttane e mi sento solo svenire.
Ma continuo a dire ad A. che sto bene
Che tutto quel dolore è necessario.
Solo passando attraverso questo dolore potrò fare la muta.
Trovare la verità su di me. 


34 commenti:

  1. Anonimo14:07

    Eh cavalier Amaranto lei scrive bene, usa parole che suscitano qualcosa dentro.. Lei soffre e soffre per la sua compagna, si tiene dentro le cose, essere un Master significa aver dominio su tutto, ma hai mai pensato che le emozioni non si dominano ma sbocciano all'improvviso dentro di noi e oltretutto siamo incapaci di farle uscire fuori perché si ha paura?? Amare significa anche cambiare..

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    1. Cara Miss,
      mi ci gioco la testa che sei tu, non so se cerco di controllare le emozioni, sicuramente mi piace mantenere il controllo.

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  2. Sono trent'anni che seguo con attenzione la filosofia BD/sm e sento doveroso dirti che ho apprezzato moltissimo ciò che hai condiviso in questo post in quanto racchiude una maturità del tuo ruolo non da poco. Non facile da riscontrare per diversi motivi e tra questi v'è che spesso si ha a che fare con pseudo dominatori/ci, convinti che esser Master/Mistress significhi aver tutte le soluzioni in mano. In realtà il Master [e non solo] dovrebbe sempre mettersi in discussione doppiamente visto che su di lui ricadono anche le scelte di chi l'ha delegato a prendersi cura di sé. Ovviamente è solo la mia opinione ma desidero dirtela.

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    1. Grazie per le belle parole, significa che ho raggiunto il traguardo che mi ero posto.

      La tua opinione mi lusinga molto.

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  3. piano piano torno al mondo
    e finalmente accolgo il tuo dolore
    l'ennesima certezza del tuo amore, l'ennesima consapevolezza dei miei limiti, della mia impotenza in questo disordine che mi accompagna costante, della coscienza di portare gioia ma anche tanta, troppa sofferenza...
    così ora finalmente e per qualche giorno vorrei stringerti sul mio ventre, cullarti con tutto l'amore che meriti,
    essere meraviglioso,
    uomo speciale che hai saputo prendermi,
    che calma la mia rabbia atavica,
    che comprende l'incomprensibile
    che tollera l'intollerabile

    non sopporto davvero di farti soffrire così...non tu...

    per quanto tempo ancora potrò chiederti tutto questo?
    forse sarebbe giusto lasciarti andare, sarebbe certo un atto altruista
    eppure non riesco a fare a meno di te
    e ti resto incollata fino a quando me lo concederai
    fino a quando non ne potrai più di me
    perchè sei troppo importante
    così tanto che ho paura di dirti quanto

    A.

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    1. Ti sembrerà stupido ma mi mancava la muta, una parte di te che è scomparsa troppo velocemente, almeno per me, so cosa significa il fatto che mi si risponda con quel nick. Sei un passaggio necessario della mia vita si direbbe, ho scoperto anche io tante cose di me stesso da quando ho deciso di farti entrare nella mia vita.
      Continuo a sbattere con il culo a terra ma l' onore non sta nella vittoria ma nella battaglia.

      Hai sofferto tanto, in tempi e maniere diverse, non per mano mia, lo capisco.

      Voglio farti sapere che anche nel cambiamento io ci sono ma non devi impaurirti se in qualcosa lo noterai, è la mia muta tesoro, se hai paura dimmelo, non ti sono mai mancate le mie braccia aperte.

      Cara Muta, cara Stregatta, cara A. ti avevo messa su di un piedistallo, adesso sei caduta, mi piace camminarti al fianco, fino a che me lo concederai, fino a quando non ne potrai più di me, a presto.

      E.

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    2. Non deve passare inosservato che stare con te dona molto, tanto.

      Vicini anche se lontani, a presto sorriso stellare.

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  4. Ho letto e non mi viene niente di intelligente da scrivere. O profondo.
    Quindi taccio.

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    1. Il silenzio altrui è il più fragoroso degli applausi.

      Grazie Pensieri Impuri

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  5. Anonimo22:54

    Beh..detto da una giovanissima ventenne, cavaliere...hai sbagliato stai soffrendo autocoscienza ragionamenti pensieri autocoscienza....sei vivo! Stai vivendo per tutto ciò che è normale. Probabilmente fosse stato il contrario avresti dovuto porti qualche domanda. I pensieri cambiano, così come le idee ed i punti di vista, non da meno noi. Cosa c'è di più umano se non questo?

    I.

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    1. Cara I. sarai pure una giovanissima ventenne ma devo ammettere che dimostri nel commento molta saggezza.

      Auguri e baci.

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    2. Anonimo16:27

      Grazie! Ora gongolo per un po'!!!:-)
      Ti sta ritornando il sorriso interiore??

      I.

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    3. Il sorriso interiore è un sole difficile da spegnere. ^_*

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    4. Anonimo19:39

      Allora sei a cavallo!!! un buon punto di ripresa dire!

      I.

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  6. Sei un uomo, prima di tutto.
    Maturo, solare, equilibrato, spiritoso, colto... ma pur sempre un uomo.

    A volte la vera forza non è bloccare/scappare dalle emozioni e dai sentimenti, ma viverli fino in fondo, per quanto possano fare male.

    Un abbraccio forte.

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    1. Grazie Gatta Bianca,
      scusa se non ho risposto alle tue mail ma lo farò quanto prima.

      Posso dire che data la tua capacità di perderti con il satellitare, ma siamo sicuri di non essere stati separati alla nascita?

      Domandone.

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    2. Mmmmmmm dici? Allora smetti subito di spacciarti per un 36-enne... di anni ne hai "solo" 35! ^_^

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  7. Anonimo18:09

    A volta bisogna solo sottomettersi ai sentimenti e non dominare il cuore.. La bocca è chiusa ma il cuore grida... Perché??

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    1. Perché per alcuni sentimenti le parole hanno un significato troppo ristretto e diventa inutile pronunciarle.

      Ciao Anonimo.

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  8. Anonimo22:38

    Un gesto vale più di mille parole...

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  9. ogni volta che ti leggo mi stupisco di quanto ci assomigliamo..

    un sorriso

    Noir Désir

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    1. Pure tu perdi spesso le chiavi di casa.... ^______^

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  10. Anonimo15:15

    Scusate, una curiosità?? Perché vi chiamate con dei pseudonimi invece dei vostri veri nomi??

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    1. Perché la materia che solitamente trattiamo non è proprio benvista da tutti.

      Altre persone che intervengono magari hanno lavori e svolgono attività delicate, meglio cercare di celarsi.

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    2. Posso essere puntigliosa e farti presente che neanche tu ti sei firmato/a??:))
      Per me si tratta anche di staccare completamente dalla persona che sono nella mia vita di tutti i giorni, in ufficio, in famiglia, con gli amici. Lì ho il mio nome, con cui tutti mi conoscono. Qui, in questo mondo, sono luna, e per me il mio nickname sta ad indicare tutto quello che sono, il mio essere slave, il mio avere un Padrone ed affidarmi a lui. A volte non usare il tuo vero nome ti permette di entrare meglio nel tuo ruolo.... Un po' come un attore ma al contrario, da momento che quando mi "svesto" del mio nome e sono luna, non sto certo recitando una parte... Ma sono finalmente me stessa!
      E poi, appunto, non tutti vedono di buon occhio ciò che facciamo!

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    3. Miss M
      puoi anche non firmarti tanto ti riconosco dal tuo modo di scrivere,
      quel modo secco e diretto di fare le domande, senza tanti giri e con minimale cortesia ;-).

      direi che Luna non poteva darti risposta più esauriente.
      Aggiungo solo che io e Cavalier Amaranto stiamo insieme anche affettivamente e non abbiamo un rapporto Dom/sub 24/7.
      Quindi l'uso di nick ci consente soprattutto di distinguere i nostri ruoli e i nostri comportamenti.
      Pur appartenendo sempre alla stessa persona, si tratta di modalità molto diverse.
      Consento ordini e umiliazione solo da Cavalier Amaranto, non da E.
      Non mi farei mai più trattare in questo modo nella mia vita quotidiana.
      la differenza tra le due situazioni è soprattutto una: il rispetto.

      sorrisi lunari)))

      SdB

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    4. Sicura che sia lei? ^_*

      Rispetto sempre, fa piacere che intervieni, e ricorda che puoi sempre scrivere e mettere in bozza, non solo di bdsm stella.

      Ciao a presto StRegAtTa SuL raPPoRtO ChE ScoTtA

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  11. veramente abbiamo firmato i nostri commenti con la nostra iniziale puntata, proprio perchè in questo caso sono strettamente personali

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  12. Anonimo22:03

    Beh, io posso anche dirvi come mi chiamo, nessuno saprà mai visto chi sono veramente perché tutti si possono chiamare con lo stesso nome... Maria è il mio nome.. Eh si Stregatta hai indovinato sono Miss M... Comunque ho comprese il perché...

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  13. piacere Maria

    il mio nome è Alessandra

    a presto ;-)

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  14. Meraviglioso testo. Meraviglioso Master. Meraviglioso Uomo.
    Mi sono emozionata a leggere certe parole.
    Un atto di enorme coraggio di mostrare la propria anima e vivere le proprie emozioni e fragilità.

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    1. Non so se sono meraviglioso, so che vorrei essere migliore, un uomo migliore, ho tanti difetti.

      Grazie per i complimenti, il blog serve anche per far fluire il dolore, mi ha fatto sentire meglio esprimerlo.

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    2. Penso che mostrarsi senza veli, così come l'hai fatto è meraviglioso, indipendentemente dai difetti, che tutti abbiamo. Adoro le persone vere, senza maschere, senza paura di essere ciò che sono e di trasmettere ciò che sentono.

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    3. Grazie ilBianco EilNero le tue parole sono apprezzate, come te le persone "reali" le preferisco, anche se non sempre abbiamo la possibilità di farlo in ogni luogo e con ogni persona.

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