9/15/2015

gli italiani che vogliono cambiare sesso sono 4.000








Dal convegno sulla disforia di genere promosso dall' Associazione Medici Endocrinologi questo problema interesserebbe ben 4.000 italiani, soprattutto uomini, problema che nasce ben inteso dai problemi burocratici e sociali anche da essi derivanti, dato che ad un eventuale cambio di sesso l'attesa per l'iter è cinque anni. Un' enormità e uno stress non indifferente per il soggetto disforico. Il dottor Castello Roberto responsabile scentifico del convegno e Direttore di Medicina Generale a Borgo Trento specifica che la disforia di genere  non è più considerato disturbo mentale derivante dall' identità sessuale ma una risposta sulla propria identità, per questo ogni ostacolo al raggiungimento della piena consapevolezza, quello sì, crea problemi anche a livello psicologico.

Secondo la coordinatrice del Servizio Accoglienza Trans Ruzza Ilaria, la disforia di genere appare già entro i primi cinque anni di vita, cosa che si acuirà nell' adolescenza con il nascere delle prime pulsioni sessuali e la maggior consapevolezza che il corpo non corrisponde all' idea che si ha nella propria mente di sé.  Per questo le lungaggini burocratiche sono un ulteriore ostacolo, cinque anni in cui prendere una patente, richiedere un qualsiasi documento sia identitario che in Comune è una corsa ad ostacoli, dove bisogna spiegare che il destinatario del servizio non corrisponde al destinatario anagrafico, in un Paese in cui è difficile persino farsi arrivare una raccomandata è complicato, perché costringe la persona a spiegare che colei o colui che ritira sono gli stessi a cui è stata recapitata.





Senza parlare della ricerca di un lavoro, ostacolato anche esso da certe lungaggini ove in altri Stati il cambio anagrafico si ottiene all' inizio del processo di trasformazione e non alla fine.

Qualcosa a livello di interpretazione legislativa si è mosso, parificando una situazione che riguarda sia coloro che un giorno vorranno cambiare definitivamente sesso, sia coloro che non vogliono sottoporsi ad interventi chirurgici, dato che la Cassazione il 20 Luglio del corrente anno hanno sancito che "non si è obbligati ad operazioni chirurgiche per vedersi riconosciuti i diritti derivanti dal cambio anagrafico stesso, che può e deve essere comunque accettato" (sentenza 1538).

Ovviamente per quel che riguarda l' accettazione sociale si osteggia. Comportamento che riguarda il presente ed il futuro, dato che ci sono soggetti che con la sedicente "teoria gender" vogliono ostacolare una visione delle sessualità più comprensiva.

Ne ho già parlato ma l' ultimo caso riguarda il sindaco della cittadina di Telgate nella bergamasca, ove non rassicurato dalle parole del Ministro dell' Istruzione Giannini Stefania che ha messo fine ai "corsi" e libretti previsti per la preparazione dei diversi organi scolastici nell' affrontare il tema dell' accettazione sessuale, ha voluto sincerarsi della veridicità dell' affermazione minacciando di tagliare, per quanto gli era possibile i fondi scolastici.

A pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico quindi Fabrizio Sala ha voluto assicurarsi che le parole del ministro dell'Istruzione corrispondessero al vero alla prova dei fatti sul proprio territorio, con un veloce scambio di mail a metà della scorsa settimana con l'Istituto Comprensivo Grumello-Telgate.
“Confermo che il percorso formativo dell'affettività e sessualità rimarrà lo stesso degli anni passati” la risposta immediata del dirigente scolastico Nicoletta Bassi.

A parte il fatto che minacciare di tagliare i fondi perché eventualmente il programma statale non piaccia non è un atto politicamente corretto, ma affermare che resterà lo stesso percorso formativo, come se ne esistesse uno è forviante. Sarebbe meglio dire che l'educazione sessuale e affettiva resta a carico delle famiglie, non fornendo il supporto di specialisti psico-pedagoghi come era previsto inizialmente nel piano di studi che prevedeva l' educazione di certi temi nelle scuole.

Come ultima analisi per chi volesse approfondire il discorso, riporto il link dell' intervista alla psicologa Marsili Tania che si centra proprio sull' educazione sessuale e sul come parlare di affettività ai bambini

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Fonte della notizia: Sindaco taglia fondi alla scuola se si insegna educazione sessuale


3 commenti:

  1. 4001, pure io. così mi metto dall'altra parte a prendere per i fondelli il mondo. :)

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    1. Dove avrò poggiato le cesoie....DOVE??!? :-)

      ahahahahaahahahah

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