9/19/2014

carcerazione preventiva per i reati sessuali







Una legge si rispetta, anche quando dà fastidio, quando urta la nostra sensibilità cittadina e di giustizia personale. Perché per quanto incredibile la linea della civiltà si rispetta anche per chi civile non è, sino a quando ovviamente non viene giudicato. Della giustezza poi del giudizio che lo compongono e le sue leggi è altro terreno, comunque sia prima del tribunale non  possono esserci sistemi coercitivi per estorcere confessioni, giudizi sommari dettati dal popolo.

Ovviamente rende più indigesto sapere che il colpevole di un crimine, ancorche si rispetti il principio della presunzione d'innnocenza a volte capita di esser certi della situazione, si trova tranquillamente nella propria abitazione a poca distanza dalla vittima, a dieci minuti di auto.

Come nel caso di Laura vittima di violenza che si ritrova l' ex compagno che ha tentato di accoltellarla.

Partiamo con ordine, nel nostro Paese nel 2013 le persone in attesa di essere giudicate, attenzione non ritenute colpevoli ma che devono essere valutate, si attestava oltre le 27.000, uno sproposito se la ratio legislativa prevede che si ottiene solo se vi è rischio di fuga, ovvero di non essere raggiunto dalle autorità giudiziarie o reiterazione del reato. 

Dopo aver ricevuto una forte spinta dalla UE causata da sanzioni di carattere economico se non si fossero rispettati alcuni parametri alcune leggi sono state abbolite, come quella sull' imigrazione, la Giovanardi-Fini che equiparava le droghe leggere a quelle pesanti, ed infine una diminuzione della custodia cautelare  nel suo uso. 

Questo è un passo avanti nel miglioramento normativo, almeno a mio parere, il problema è che non si sono previste misure alternative per assicurare la tranquillità e perché no la sicurezza dei soggetti coinvolti che magari si trovano in una situazione di disagio. 

Si lasciano le cose a metà, facendo salvo il principio di non colpevolezza sino a che non si è giudicati( che poi ci si metta un tempo infinito ad esserlo è altro discorso) bisogna evitare che i soggetti coinvolti nel contenzioso vivano situazioni disagevoli.

Nel caso specifico di Laura PUR   COMPRENDENDO il suo dolore, attendendo una sentenza, non è possibile accogliere la richiesta che si legge tra le righe di non vedere l'aguzzino attendere in carcere:" E siccome mi sono salvata, a soli cinque mesi di distanza da quando ha cercato di uccidermi gli hanno già concesso i domiciliari nella casa dei suoi genitori. Questo è un insulto non solo a me ma a tutte le donne ", però è altamente ingiusto che sia costretta a vivere sotto scorta perché corre un rischi fondato di essere di nuovo vittima.

Un crimine violento è sempre esecrabile, anche quando lo perpetra lo Stato.

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