8/17/2015

Martina Levato è Giusto toglierle il figlio?




Ricorderete sicuramente il caso della coppia che ha aggredito un ex fidanzato con la scusa di purificarsi.

Essendo la donna incinta si è previsto che si decidesse se fosse in grado di crescere la propria prole, pur se in stato di mancanza di libertà, oppure fosse opportuno trovargli una nuova sistemazione.

Fatto salvo che il soggetto in questione non è colpevole sino al terzo grado di giudizio questo non significa che pur riconoscendone l'innocenza di fatto la sua presunta mancanza di colpevolezza sia la panacea di tutti i problemi, anche quando secondo una perizia si sia constatata la mancanza di una completa capacità mentale.

Come già detto sono contrario alla carcerazione preventiva usata come mezzo di coercizione e di estorsione di confessioni, così come alla mancanza di strutture atte ad un rapporto continuativo con i propri cari anche se si sta scontando una pena, ma un conto è l' affettività verso chi ha sbagliato e un conto è la pericolosità di chi ha commesso un crimine violento e di cui non si conoscono fino in fondo le reali capacità di non far del male.

Però questo è solo un preambolo, per rendere chiaro il mio pensiero, di come le cose debbano essere valutate caso per caso, con discernimento; mi interessa molto di più l' effetto che questo evento ha avuto su talune articoliste o blogger di giornali importanti a tiratura nazionale.

Come nel maschilismo che sotto sotto giustifica le azioni che si compiono contro l'altrui genere con giustificazioni infondate:" le donne ti fanno innervosire, gli uomini sono sottoposti ad una pressione sociale maggiore, le donne sono influenzate dal ciclo...." arrivano poi le femministe d' accatto.




Cit da Il Fatto Quotidiano:" C’è una responsabilità doppia dello Stato nei confronti non di una ma di due persone, la seconda delle quali è innocente. C’è una storia che pesa sulle spalle di un bambino appena nato e che qualcuno sta riscrivendo per lui, ma non è detto nel modo migliore. C’è un diritto innegabile alla maternità, che si costruisce in nove mesi, si rafforza al momento della nascita e diventa naturale e innegabile con il latte materno che arriva il terzo giorno dopo il parto. C’è un insieme di fattori da prendere in considerazione che vanno al di là delle sbarre, con cui è impossibile non fare i conti, a prescindere dalle sentenze. Ci deve quindi essere un’alternativa, una via di mezzo tra il tutto o il niente, tra la sottrazione totale alla nascita e la banalizzazione del caso. 

figli delle assassine continueranno a nascere ed è quindi giusto interrogarsi su quale sia la possibilità migliore, per garantire un diritto naturale, riconsegnare al carcere la sua funzione riabilitativa ed evitare che un bambino, già segnato dalla storia materna, subisca altri danni irreparabili....


Ovviamente i figli delle assassine continueranno a nascere, bisognerà valutare caso per caso ma qui si discute sulla sua pericolosità sociale, per se stessa, che ha deciso di "purificarsi" sfregiando con l' acido color che hanno avuto incontri intimi con il soggetto, e per il proprio figlio.

cit Corriere della Sera:
 I diritti del bambino. Ma siamo davvero sicuri che, sottraendolo così in fretta all’abbraccio della madre – una donna “indegna”, certo – siano stati rispettati i diritti di quel bambino? Il magistrato ha le carte in mano, ha più elementi per valutare di chiunque altro. E questo è un fatto. Ma l’altro fatto certo, in questo storia in cui perdono tutti, è che a quel bambino abbiamo già tolto il diritto al primo sguardo materno, alla prima poppata, al primo rapporto esclusivo – visivo, gestuale, di nutrimento – con la madre su cui tanti studi insistono, rintracciando proprio in quei primi istanti amorevoli le basi per un corretto equilibrio psichico e relazionale. 

Che il bambino non avrà vita facile se affidato ai nonni o ad estranei se dovesse trapelare nella sua vita, questo non si discute, però senza avere il coraggio di dirlo apertamente leggendo tutto l'articolo per il solo fatto di essere donne, per lo più madri, abbiano dei diritti supplitivi per natura. Perché la nostra cultura che le vuole, sante, perfette e intoccabili come una certa figura religiosa allora va bene. Questa cultura rigettata a metà solo per convenienza. Dimenticando però che le madri non sono infuse dallo Spirito Santo, per cui fa bene ribadirlo, anche le donne possono essere delle vere stronze, a prescindere dal fatto che abbiano partorito o meno. Proprio come gli uomini.

19/08/2015 Aggiornamenti del caso, possiamo annoverare tra coloro che ritengono sia inumano separare la madre dal figlio qualsiasi sia la colpa Paolo Crepet. Interessante punto di vista il suo essendo psichiatra. Fonda la sua ragione sul fatto che essendo stata condannata come persona sana di mente, capace di discernere il bene dal male, questa sarebbe una pena suppletiva. Bisogna ricordare che però il tribunale ha strumenti cautelativi che devono prevenire eventuali atti ed è in via precauzionale in attesa di prendere una decisione che si è deciso di allontanare, non certo per penalizzare ulteriormente. 

Lo stesso poi parla di natura "riabilitativa" della pena, cosa in cui sono concorde, però non essendo la decisione collegata con la pena è evidentemente fuori strada. 

Senza contare che si torna poi alla solita retorica, la maternità non cura i mali del mondo, la signorina Levato se mai riuscirà ad avere dei comportamenti socialmente accettabili dovrà impegnarsi in un percorso, che ovviamente non ha ancora intrapreso essendo stata giudicata colpevole non molto tempo addietro. Cosa che uno psichiatra dovrebbe sapere. 

A sostegno ulteriore che la Levato ha dimostrato di non avere tutte le capacità per potersi prendere cura di un nascituro avendo dichiarato al compagno: "io andrò in carcere per purificarmi, ma tu devi darmi un figlio“. Questa sarebbe la povera vittima colpevole di un crimine che ha leso altre persone che pretende di passare indenne una vita affettiva che ha dimostrato di non saper gestire. 

La decisione poi di far vedere poche ore al giorno senza allattare il bambino è una situazione di comodo per sbolognarsi una patata bollente. 

P.S. Il prossimo post sui consigli di lettura sarà quello che termina la fase "estiva", il blog riprenderà il normale corso a Settembre.


2 commenti:

  1. A questa gente toglierei tutto. Perché i crimini commessi sono così malevoli e aggravati da idiozia assoluta che non hanno alcun diritto, i loro autori, fuorché quello di non essere ammazzati. Quindi Levato e soci chiedessero per sempre il becco. Dipendesse da me la butterei in isolamento.
    Credo che se avessero le palle di portare in fondo questa decisione (ma le palle scarseggiano e le ridaranno il bambino vedrai) il bambino potrebbe solo ringraziare quel giudice saggio. Ma vedrai che questo povero infante tornerà nelle mani di questa pazza come niente fosse.

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  2. Ciao Melkor,
    ho anche letto in alcuni commenti in altri portali che riportavano la notizia che alcuni si chiedevano come mai non venisse presa in considerazione l' affido ai nonni. NON SAPENDO SE ci fossero prove che l'educazione impartita abbia influito. Proprio in via cautelativa è stato escluso. Comunque meglio evitare qualsiasi rapporto, anche in futuro dato che la madre non ha certo una pena all' ergastolo.

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